MAMA, SANTO, MARTIRE

MAMA, santo, martire. - Molto venerato nell'antico Oriente cristiano e commemorato nel Martirio-loggio geronimiano il 17 ag. e nei Sinassari greci il 2 sett. Il suo corpo riposava a Cesarea di Cappadocia, e sul suo sepolcro, verso la metà del sec. IV, i fratelli Gallo e Giuliano l'apostata, allora relegati a Macellum, eressero una basilica (Sozomeno, Hist. ecc., V, 2). La sua festa era celebrata con gran concorso di popolo.

Dai discorsi pronunziati in suo onore da s. Basilio e da S. Gregorio Nazianzeno si ricava soltanto che era un pastore e che morì durante il regno di Aureliano. La Passio, scritta verso la fine del sec. IV da tre sedicenti vescovi, è molto leggendaria. Secondo questa, M. sarebbe stato educato dal vescovo di Cesarea, Tamasio; a 12 anni si sarebbe ritirato in una grotta dove viveva insieme con le belve. Catturato da soldati e condotto al tribunale del preside Alessandro, dopo vari tormenti sarebbe stato rinchiuso in carcere e lasciato per un mese senza cibo. Finalmente sarebbe stato condotto nell'antifetato per esser esposto alla belve, ma sarebbe morto senza che queste lo avessero toccato.

Bibl.: Tillemont, IV, pp. 358-62; Acta SS. Augusti, III, Parigi 1867, pp. 423-46; Martyr. Hieronymianum, p. 447; H. Dehelaye. Les origines du culte des martyrs, Bruxelles 1933, p. 174 ss.; di Passio sancti Mamatis, in Anal. Boll., 58 (1940), pp. 126-141; Martyr. Romanum, p. 344.