MARCELLO II, PAPA

MARCELLO II, Papa. - N. a Montepulciano il 6 maggio 1501, m. a Roma il 1° maggio 1555. Figlio di Ricciardo Cervini, scrittore della Penitenzieria Apostolica sotto Innocenzo VIII, fece i suoi studi a Siena.

Mandò M. in esilio, ove morì. Il suo corpo fu trasportato a Roma e deposto nel cimitero di Priscilla.

A M. ascrive il *Liber Pontificalis* la fondazione del cimitero di Novella sulla Via Salaria. A lui si deve, con tutta probabilità, la fondazione del *Titulus Marcelli*, a spiccare la cui origine sorse poi la leggenda, raccolta nella *Passio Marcelli* (*Acta SS. Ianuarii*, II, pp. 3-14) e nel *Lib. Pont.*, I, p. 164, che Massenzio avrebbe trasformato la chiesa in scuderia e vi avrebbe condannato M. a far da stalliere, nel qual servizio morì di strapazzi. Il *Martirologio* e il *Breviario romano* lo ricordano il 16 genn.

Ciò è quanto narrano le fonti riguardo a M. Non sarà però fuori luogo porsi la domanda: è proprio sicuro il pontificato di M.? La questione è stata esaminata dal Mommsen, studiando i dati cronologici forniti dal *Catalogo Liberiano* e dall'*Index* che sta a base dei vari catalogi papali dei secc. v-VII. Il *Liberiano*, seguito dal *Liber Pontificalis*, pone Marcellino e M. e registra tra l'uno e l'altro una vacanza di 7 anni, 3 mesi e 25 giorni, il che porterebbe l'inizio del pontificato di M. al 31-12, l'*Index* invece ha un solo Papa, che nel catalogo 5° è chiamato Marcellino, negli altri M. Questo ed altri fatti fanno suggerire la soppressione del pontificato di M. Tale conclusione sembra confermata dalle seguenti constatazioni: la *Depositio episcoporum*, il *Chronicon* di Eusebio e quello di S. Girolamo, Ottavo di Milevi e alcuni storici orientali posteriori riportano solo il nome di Marcellino; S. Agostino invece con alcuni storici orientali solo quello di M. Inoltre, i vari documenti parlano di un solo sepolcro, di Marcellino o di M., nel cimitero di Priscilla; fa eccezione il *Liber Pontificalis*, che parla di due sepolcri, ambedue però in Priscilla. I documenti liturgici, infine, conoscono una sola festa. Tutti i documenti dunque, eccettuato il *Liberiano* e il *Liber Pontificalis*, che da esso dipende, attestano un solo pontificato. Orbene, non può mettersi in dubbio il pontificato di Marcellino, iniziato ben otto anni prima della persecuzione. Sarebbe quindi quello di M. che dovrebbe essere cancellato. Si nega con ciò anche l'esistenza di M.? No. Egli può essere stato il fondatore del cimitero di Novella e del *Titulus Marcelli* e può anche aver avuto funzioni direttive durante l'interregno e come tale può aver preso qualche iniziativa per la penitenza dei «lapsi», e siccome le sue funzioni durarono alcuni anni può essere stato creduto da qualcuno come vero papa. Non deve neppure far meraviglia che nei documenti siano stati confusi i due nomi, giacché simile confusione si nota per molti altri nomi aventi suono identico o simile. Tutto, perciò, sembra suggerire la soppressione del pontificato di M.

BIBL.: *Lib. Pont.*, I, pp. xcix-c, 6 sg. (cat. lib.); 14-41 i vari cataloghi; 72-74 (1 red.); epigramma di Damaso, in A. Ferrua, *Epigrammata Damasiana*, Città del Vaticano 1942, n. 40, p. 181; la leggenda, in *Acta SS. Ianuarii*, II, Anversa 1643, pp. 3-14 e B. Mombritius, *Sanctiarium*, II, pp. 169-73; Th. Mommsen, *Ordo et spatio episcoporum Romanorum*, in *Neues Archiv*, 21 (1896), pp. 335-357; J. P. Kirsch, *Die römischen Titelkirchen im Altertum*, Paderborn 1918, pp. 77-80; E. Caspar, *Kleine Beiträge zur älteren Papstgeschichte*, *I. Die römischen Bischöfe der diokletianischen Verfolgung*, *Marcellinus und Marcellus*, in *Zeitschr. für Kirchengeschichte*, 46 (1927), pp. 321-33; id., *Geschichte des Papsttums*, I, Tubinga 1930, pp. 99-101; V. MONACO, *La cura pastorale a Milano*, *Cartagine e Roma nel sec. IV*, Roma 1947, pp. 282, 208-300; E. Amann, s. V. in DThC, IX, col. 1991 sg.; H. Leclercq, s. V. in DACL, X, coll. 1753-60.

MARCELLO II, Papa. - N. a Montepulciano il 6 maggio 1501, m. a Roma il 1° maggio 1555. Figlio di Ricciardo Cervini, scrittore della Penitenzieria Apostolica sotto Innocenzo VIII, fece i suoi studi a Siena.

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(fot. Alinari)
Marcello II, papa - Ritratto del card. Cervini, poi M. II, attribuito al Pontormo - Roma, Galleria Borghese.

materie da trattare e all'ordine dei lavori, resistendo a
lusinghe e a minacce; ciò che più tardi gli valse, da parte
di Carlo V, l'esclusiva nominale nel Conclave che seguì
alla morte di Paolo III. Nel 1548 Paolo III lo incaricò
di riordinare la Biblioteca Vaticana, della quale poi Giu-
lio III lo nominò bibliotecario a vita. Membro della Con-
gregazione dell'Inquisizione romana sotto Paolo III e
Giulio III, M. fu da quest'ultimo eletto presidente della
Commissione per la riforma ecclesiastica, ma avendo aper-
tamente disapprovato la politica nepotistica del Papa, do-
vette ritirarsi a Gubbio. Il 10 apr. 1555 M. fu eletto papa.

Nel suo brevissimo pontificato, M. dimostrò la
ferma intenzione di attuare rigidamente quei prin-
cipi riformatori ai quali si era ispirata la sua attività
di prelato. Vietò le feste dispendose che si solevano
celebrare in occasione delle nomine papali, rimandò
l'esame di tutte le petizioni di privilegi e di grazie,
limitò il numero e ridusse il trattamento dei fami-
liari, fissò norme severissime per il conferimento di
uffici ecclesiastici, ordinò che la giustizia fosse ammi-
nistrata imparzialmente senza ingerenze estranee. Per
eliminare ogni sospetto di nepotismo, proibì ai suoi
parenti di recarsi a Roma e di risiedervi; deliberò
inoltre di promulgare una bolla che comminasse
gravi pene a chi alienasse beni ecclesiastici a favore
di congiunti. Nella guerra di Siena tentò di compiere
opera pacificatrice, rifiutando aiuti militari agli asse-
diati e consigliandoli a cessare una inutile resistenza,
mentre esortava Cosimo I a trattarli con mitezza.
La morte improvvisa impedì a M. di proseguire in
quell'azione riformatrice che egli riteneva un im-
pegno inderogabile per qualsiasi pontefice.

Durante le cerimonie della Settimana Santa, M.,
già dal tempo del Concilio convinto della necessità
di riformare la musica sacra, aveva sdegnosamente
deplorato il carattere dei canti che avevano accom-
pagnato la celebrazione del Venerdì Santo. Il Pale-
strina, che era uno dei cantori, ne fu indotto a com-
porre una Messa, che la morte del Papa gli impedì di
presentargli e che per tali circostanze fu più tardi
intitolata Missa papae Marcelli.

BIBL.: Pastor, VI, pp. 303-40 e passim; G. B. Mannucci, Il Conclave di papa M., Siena 1921; A. Mercati, Prescrizioni del culto divino nella diocesi di Reggio Emilia del vescovo card. M. Cervini, Reggio Emilia 1933; H. Jedin, Storia del Concilio di Trento, I, Brescia 1949, passim.