MARIA MADDALENA DE' PAZZI, SANTA

MARIA MADDALENA DE' PAZZI, santa - Apparizione di Gesù Cristo a S. M. M. Rilievo di Ciro Ferri e P. F. Silvani (sec. XVII). Particolare - Firenze, chiesa di S. M. M. de' Pazzi.
MARIA MADDALENA DE' PAZZI, santa - Apparizione di Gesù Cristo a S. M. M. Rilievo di Ciro Ferri e P. F. Silvani (sec. XVII). Particolare - Firenze, chiesa di S. M. M. de' Pazzi.

regioni le sculture lignee, che la rappresentano quasi sempre ammantata e con il vaso degli unguenti in mano. Donatello, nel battistero di Firenze, la riveste ancora solo dei capelli. La frequenza di tali immagini isolate non impedisce tuttavia la ulteriore diffusione di scene particolari del racconto evangelico, quali quella della canina casa del fariseo (scena che in quadri del Veronese al Louvre, a Torino, a Genova, si trasforma in un suntuoso banchetto), e quella dell'Assunzione della Santa, come in un portale cinquecentesco della Certosa di Pavia, e in incisioni del Dürer, di L. Cranach, ecc.

Con il Cinquecento e l'età barocca la rappresenta-zione preferita della Santa è quella nell'aspetto di pentimenti nel deserto e nella caverna, come nei quadri di Tiziano, e di Timoteo Viti a Bologna (1508). Altre volte essa appare in estasi, e in atto di ricevere la Comunione. Così in quadri del Ribera a Napoli nel Museo di San Felice, del Calvaert nella Galleria di Torino, del Cerco nella Galleria di Vienna, del Becerro nel Museo del Prado, ecc.

Degni di ricordo sono anche i cicli con scene della vita di M. M. raffigurati nelle vetrate delle cattedrali gotiche. Nelle vetrate delle cattedrali di Bourges, di Lione e di Chartres sono riportate solo le scene evangeliche. Invece anche i fatti della leggenda della Santa sono compresi nei 10 quadri della vetrata della cappella e dei dedicata ad Assisi. - Vedi tav. XIII.

BIBL.: K. Künstle, *Ikonographie der Heiligen*, Friburgo 1926, pp. 426-33. Eugenio Battisti

MARIA MADDALENA della S.Ma TRINITA. - Mistica, al secolo Maddalena Martin, n. ad Aix (Provenza) il 3 giugno 1612, m. ad Avignone il 20 febbr. 1678. Fin da bambina si abbandonava alla preghiera e godeva di mortificazioni e dolori, felice di soffrire per amore di Dio. Con il p. Antonio Yvan, suo confessore e guida spirituale, fondò l'Ordine delle Suore di N. S. della Misericordia (1633) per il quale dovette vincere immense difficoltà, sia da parte della popolazione di Aix, che dell'arcivescovo Luigi Bretel. L'Ordine, approvato da Urbano VIII (3 giugno 1642) era di clausura e seguiva la Regola di s. Agostino.

Nonostante la malferma salute, i tempi difficili e le persecuzioni di molti nemici, con umiltà ed abnegazione eroica suor M. M. riuscì ad aprire 6 case del suo Ordine, oggi estinto. Lasciò manoscritte alcune massime spirituali, pubblicate e commentate per la prima volta da A. Piny, suo primo biografo (Annecy 1679, Lione 1680).

MARIA MADDALENA DE' PAZZI, santa. - Al secolo, Caterina, n. a Firenze il 2 apr. 1566, m. ivi il 25 maggio 1604. A sedici anni entrò tra le Carmelitane di S. Maria degli Angeli a Firenze, dove il 27 maggio 1584, festa della Trinità, emise i voti solenni e prese il nome di M. M.

Da quel giorno cominciarono le estasi, da prima più frequenti, poi più diradate; alle estasi si aggiunsero terribili prove: infermità fisiche, tentazioni, aridità di spirito, che la Santa nel suo insaziabile amore alla Croce, accoglieva volentieri; suo, infatti, è il grido: «pati, non morì». Per ordine dei confessori dettò i resoconti delle sue estasi, che poi rivedeva, approvava o correggeva. Per ordine divino dettò anche, nelle estasi, lettere ed esortazioni a Sisto V, a cardinali, a vescovi, che però i superiori non fecero mai pervenire a destinazione, parendo troppo ardire che un'umile monaca si rivolgesse a tali personaggi. Dal 1598 al 1604 fu maestra delle novizie e vicepriora.

Nella storia della spiritualità le *Estasi* e le *Lettere* occupano un posto di primo piano. Accanto a una profonda dottrina teologica rivelano un'anima intensamente sensitiva. C'è in lei una missione sociale, una vocazione riformatrice che la fa pur donna d'azione, preoccupata del rinnovamento della Chiesa. L'averla accostata a s. Caterina da Siena dice già di che tempra fosse questa estatica fiorentina che, pur menando la vita semplice e comune del chiostro, con esortazioni e scritti infervorava i religiosi a una vita più cristiana. La sua teoria mistica dell'amore in tutto *rilassato*, che nulla vuole, nulla possa siede e nulla desidera se non quello che vuole Iddio, che non considera a quale perfezione potrebbe pervenire né in che stato si trova perché la sola sua mira è quella di onorare Dio, rimaneva nella più perfetta ortodossia perché se eran messe a tacere le potenze dell'intelletto non era annichilito l'intelletto stesso. Il pensiero di M. M. ebbe enorme influsso tra i quietisti che contorsero il senso della concezione della Santa nell'annichilire l'intelletto stesso. M. M. fu canonizzata da Clemente IX nel 1669 (la bolla fu pubbl. l'anno seguente da Clemente X). La festa cade il 29 maggio.

BIBL.: Le «opere» della Santa ebbero varie edizioni: si citano quella del Puccini nel 1611, del Brancaccio a Napoli nel 1643, del Venturini a Lucca del 1716, e l'ultima del card. Bausa a Firenze nel 1893. M. Vaussard ne ha curato una scelta critica: *Estasi e lettere*, Firenze 1924. Scritti sulla Santa: V. Cepari, *Vita di S. M. M. de' P., Roma 1669*; V. Puccini, *Vita di S. M. M. de' P., Venezia 1675*; M. Vaussard, *Ste Marie Madeleine De' P., Parigi 1925*; P. Pourrat, *La spiritualité chrétienne*, III, ivi 1944, pp. 349 sgg., 368 sgg.; G. Getto, *La letteratura ascetica e mistica in Italia nell'età del Concilio Tridentino*, in *Contributi alla storia del Concilio di Trento e della Controriforma*, Firenze 1948, p. 61 sgg. Gennaro Auletta