MARIA MADDALENA DE' PAZZI, SANTA

MARIA MADDALENA DE' PAZZI, santa. - Al secolo, Caterina, n. a Firenze il 2 apr. 1566, m. ivi il 25 maggio 1604. A sedici anni entrò tra le Carmelitane di S. Maria degli Angeli a Firenze, dove il 27 maggio 1584, festa della Trinità, emise i voti solenni e prese il nome di M. M.

Da quel giorno cominciarono le estasi, da prima più frequenti, poi più diradate; alle estasi si aggiunsero terribili prove: infermità fisiche, tentazioni, aridità di spirito, che la Santa nel suo insaziabile amore alla Croce, accoglieva volentieri; suo, infatti, è il grido: «pati, non mori». Per ordine dei confessori dettò i resoconti delle sue estasi, che poi rivedeva, approvava o correggeva. Per ordine divino dettò anche, nelle estasi, lettere ed esortazioni a Sisto V, a cardinali, a vescovi, che però i superiori non fecero mai pervenire a destinazione, partendo troppo ardire che un'umile monaca si rivolgesse a tali personaggi. Dal 1598 al 1604 fu maestra delle novizie e vicepriora.

Nella storia della spiritualità le Estasi e le Lettere occupano un posto di primo piano. Accanto a una profonda dottrina teologica rivelano un'anima intensamente sensitiva. C'è in lei una missione sociale, una vocazione riformatrice che la fa pur donna d'azione, preoccupata del rinnovamento della Chiesa. L'averla accostata a s. Caterina da Siena dice già di che tempra fosse questa estatica fiorentina che, pur menando la vita semplice e comune del chiostro, con esortazioni e scritti infervorava i religiosi a una vita più cristiana. La sua teoria mistica dell'amore in tutto rilassato, che nulla vuole, nulla possiede e nulla desidera se non quello che vuole Iddio, che non considera a quale perfezione potrebbe pervenire né in che stato si trova perché la sola sua mira è quella di onorare Dio, rimaneva nella più perfetta ortodossia perché se eran messe a tacere le potenze dell'intelletto non era annichilito l'intelletto stesso. Il pensiero di M. M. ebbe enorme influsso tra i quietisti che contorsero il senso della concezione della Santa nell'annichilare l'intelletto stesso. M. M. fu canonizzata da Clemente IX nel 1669 (la bolla fu pubbl. l'anno seguente da Clemente X). La festa cade il 29 maggio.

BIBL.: Le «opere» della Santa ebbero varie edizioni: si citano quella del Puccini nel 1611, del Brancaccio a Napoli nel 1643, del Venturini a Lucca del 1716, e l'ultima del card. Bausa a Firenze nel 1803. M. Vaussard ne ha curato una scelta critica: Estasi e lettere, Firenze 1924. Scritti sulla Santa: V. Cepari, Vita di s. M. M. de' P., Roma 1669; V. Puccini, Vita di s. M. M. de' P., Venezia 1675; M. Vaussard, Ste Marie Madeleine De' P., Parigi 1925; P. Pourrat, La spiritualité chrétienne, III, ivi 1944, pp. 349 sgg., 368 sgg.; G. Getto, La letteratura ascetica e mistica in Italia nell'età del Concilio Tridentino, in Contributi alla storia del Concilio di Trento e della Controriforma, Firenze 1948, p. 61 sgg. Gennaro Auletta
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“MARIA MADDALENA DE' PAZZI, SANTA.” Enciclopedia Cattolica, vol. VIII (1952), p. 114. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/maria-maddalena-de-pazzi-santa.