MARINONI, GIOVANNI, beato. - Al secolo Francesco Maria, n. a Venezia nel 1490 da famiglia bergamasca, m. a Napoli il 13 dic. 1562. Fu uno dei primi discepoli di s. Gaetano Thiene, da cui ricevette a Venezia l’abito dei Chierici Regolari (1529), essendo già sacerdote e canonico di S. Marco.
Nel 1533 con il fondatore si trasferì a Napoli per l’erezione di una comunità teatina, e in quella città esplicò un molteplico apostolato, lavorando specialmente alla conversione dei circoli valdesi e criptoluterani. Fedele interpretò dello spirito teatino, rinunziò all’arcivescovo di Napoli (1555) e fu maestro di spirito di s. Andrea Avellino e del b. Paolo Burali. Il culto popolare reso al b. M. fu riconosciuto da Innocenzo XIII (11 sett. 1762).
Marinoni, Giovanni Francesco. - Scritto sacetico barnabita, n. a Clusone (Bergamo) il 30 giugno 1678, m. a Milano il 27 febbr. 1761. Religioso di preclare virtù, scrisse operette ascetiche piene di dottrina, più volte ristampate.
Tra esse sono da ricordarsi: *Distribuzione del tempo* (durante gli esercizi spirituali presso i Barnabiti; Milano 1766); *Speculum asceticum* (ivi 1719), con una prima parte di *Sacra monita tratti dai Padri e dalla S. Scrittura* e di sposti a forma di specchietto, e una seconda di *Alimenta mentis et cordis*, devote aspirazioni, preghiere e
(per cortesia di p. G. B. Tragella)
Marinoni, Giuseppe - Primo superiore di quello che oggi è il Pontificio istituto dei SS. Pietro e Paolo e dei SS. Ambrogio e Carlo per le Missioni Estere, n. a Milano l’11 ott. 1810, m. ivi il 27 sett. 1891. Sacerdote nel 1834, dopo qualche anno d’insegnamento nei seminari diocesani passò a Roma, dove fu discepolo del b. PALLOTTA, ANTONIO (v.), indi vicario e poi parroco a S. Michele a Ripa. Richiamato in diocesi per dirigere il nascituro Istituto delle Missioni Estere, ne fu superiore, intelligente e amatissimo, fino alla morte.
Nel 1864 fondò *L’osservatore cattolico*, chiamandovi alla redazione Enrico Massara e Davide Albertario, mostrandosi strenuo difensore della causa papale, ma alieno dalla passionalità che distinse poi il giornale; se ne ritirò nel 1872, quando, con Giacomo Scurati, fondò *Le missioni cattoliche*; non cessò, però, mai dall’assistere *L’osservatore*, anche per espresso incarico avuto da Roma.
Carissimo a Pio IX e a tutto l’episcopato lombardo che se ne giovò spesso per la stesura delle pastorali collettive, fu venerato e ascoltato da cardinali e vescovi. Consigliere di Ausonio Franchi, nei giorni del suo ritorno alla Chiesa, e di parecchi altri sacerdoti fuorviati, indirizzati a lui dai relativi vescovi, fu esimio educatore e padre di missionari e distinto scrittore ecclesiastico. Lasciò una copiosa corrispondenza, piena di dottrina, di saggezza e di equilibrio. La sua morte fu pianta come quella di un santo.
MARIN-SOLA, FRANCISCO. - Teologo domenicano, n. a Carcar (Spagna) il 22 nov. 1873, m. a Manila il 5 giugno 1932. Sbarcato nelle Filippine (17 luglio 1897) e ordinato sacerdote il 18 sett. seguente, passò missionario al nord dell’Isola Luzon, ove rimase per 16 mesi prigioniero nelle mani degli insorti. Rientrato all’inizio del 1900 a Manila, vi iniziò l’insegnamento nel Collegio di S. Giovanni in Laterano. A causa della sua malferma salute cambiò spesso di residenza; nel 1906 insegnò ad Avila, poco dopo ancora nelle Filippine (Università di S. Tommaso), in seguito negli Stati Uniti, dal 1918 al 1927 a Friburgo.