MARISILIA, LUGI. - Agostiniano, umanista, n. a Firenze ca. il 1342, m. ivi il 21 ag. 1394. Addot- toratosi in teologia a Parigi, dopo aver molto viaggiato in Italia e in Francia tornò a Firenze nel 1379, dove i suoi confratelli lo elessero superiore della provincia di Pisa e la Signoria gli affidò onorevoli incarichi. Ne chiese anche due volte a Bonifacio VIII la no- mina a vescovo di Firenze, ma invano, essendo egli inviso perché aveva scritto invettive contro i costumi della corte avignonese e sosteneva i diritti delle chiese nazionali.
La sua ampia cultura classica ne fece l'anima del risveglio fiorentino nella seconda metà del sec. XIV. Ne parla Giovanni da Prato nel suo romanzo, descrivendo la parte che vi teneva il M. nei convegni del conte Carlo di Poppi in Casentino e nella villa del Paradiso degli Alberti, presso Firenze (cf. Vessolofsky, op. cit. in bibl.); il Petrarca, suo amico, gli diresse una lettera, quando egli aveva vestito l'abito agostiniano (Seniles, XIV, vi) e di nuovo nel 1373, accompagnando il dono di un codice delle Confessioni di s. Agostino, già appartenente ad un altro agostiniano, Dionigi da Borgo S. Sepolcro (Seniles, XV, vii); i migliori ingegni di Firenze lo chiamavano padre e maestro, raccogliendosi intorno a lui nel convento di S. Spirito in discussioni di questioni ardue e peregrine. La Signoria gli fece erigere un monumento in S. Maria del Fiore.