MARSIGLIA, ARCIDIOCESI DI

MARSIGLIA, ARCIDIOCESI di. - Città capoluogo del dipartimento Bouches-du-Rhône in Francia.

Ha una popolazione di ca. 900.000 ab. L'arcidiocesi è divisa in 4 arcidiocanati e comprende 110 parrocchie, servite da 321 sacerdoti diocesani e 220 regolari, piccolo e grande seminario, 26 comunità religiose maschili e 50 femminili (Ann. Pont., 1951, p. 265).

La diocesi fu prima suffraganea di Arles, poi di Aix, soppressa dalla Rivoluzione Francese nel 1801 e ristabilita nel 1822. Pio IX concesse al vescovo di M. in data 19 apr. 1851 il privilegio del Sacro Pallio; Pio XII con la cost. apost. Inter conspicuas del 30 genn. 1948 elevava la chiesa di M. al grado e alla dignità arcivescovile, promovendo ad arcivescovo l'attuale vescovo mons. J. Delay (AAS, 40 [1948], pp. 309-11).

I. STORIA

Fondata dai Focesi verso il 600 a. C., M. è la più antica città della Gallia. A partire da quell'epoca le sue relazioni commerciali con il Mediterraneo orientale, lo Ionio, l'Attica, l'Egitto, e quindi la Magna Grecia e l'Italia sono documentate da esortazioni di ceramiche. Annientata da G. Cesare nel 49 a. C., essa non brillò durante l'Impero e non conservò che il suo scalo di Nizza, mentre il resto del territorio era passato sotto la colonia di Arles, fondata nel 46, che, con la sua diocesi, si estese nel sec. v fino alla costa di Hyères.

Nel 310 Costantino se ne impadronisce e da allora l'importanza del suo porto cresce fino all'età merovingica a detrimento di Arles, di Narbona e di Fréjus, finché la città, immune dagli attacchi dei Visigoti, attira la cupidigia dei re Franchi che dal vi sec. ne fanno il loro porto mediterraneo. Sidonio Apollinare, vescovo di Clermont, attesta nelle sue lettere l'attività del porto, emporio commerciale della Gallia per gli scambi con il Levante. Le relazioni con la costa dell'Asia Minore rendono verosimile l'esistenza a M., prima della pace costantiniana, di una comunità cristiana, come si rileva dall'iscrizione trovata nel 1837 nel cimitero a sud di Lacydon (Saint-Victor) in cui è questione del supplizio del fuoco di due marsigliesi, Satrius Volusianus, figlio di Eutiche, e Fortunatus, i quali nell'altra vita godranno il refrigerium. Il carattere cristiano dell'iscrizione è attestato dal simbolo del-

Article illustration
(per cortesia del pres. F. Denait)
MarsigLIA, ARCIDIOCESI di - Pianta archeologica di M.

Article illustration
(per cortesia di mons. A. P. Frutas)
Marsiglia, arcidiocesi di - I Cappuccini di M. durante la peste del 1720-21. Particolare di un'incisione di J. Rigaud - Assisi, Museo francescano.

ARLES (v.) nel 417 costituito da papa Zosimo
primate delle chiese delle provincie vien-
nese e narbonense.

Fra i suoi vescovi più insigni si ricor-
dano Venerio (431-52), Onorato (495 ca.),
s. Teodoro (566-91), Sereno (596-601) am-
monito da s. Gregorio circa le pitture nelle
chiese; Maurozio nel sec. VIII; Onorato
II che iniziò il restauro dell'abbazia di S.
Vittore; Pietro di Montlaura (1214-29) che
fondò nel 1214 la prima cappella di Notre
Dame-de-la-Garde, i cardd. Guglielmo Su-
dre (1361-66) e Filippo de Cabassole
(1356-68) mecenate di F. Petrarca; mons. C. Seyssel, che
intervenne al Concilio Lateranense del 1513; il card.
Innocenzo Cibo (1517-30), Eustazio Gault (1639-40)
oratoriano e il benefico suo fratello J. B. Gault (1642-
1643); mons. De Belzunce che si prodigò durante la pe-
ste del 1720; J. B. de Belloy (1755-1801) poi cardinale arci-
vescovo di Parigi; E. de Mazenod (1837-61) fondatore
degli Oblati di Maria Immacolata; P. Cruice (1861-65)
fondatore dell'Istituto di studi superiori per Parigi.

II. MONUMENTI - I grandi monumenti cristiani di
M. ancora esistenti sono la Cattedrale e l'abbazia di S.
Vittore. La loro fondazione ubbidisce alle leggi dell'ur-
banismo paleocristiano che ha situato gli edifici del
nuovo culto nelle città dove la vita pubblica continuò
nell'ambiente antico fino all'epoca merovingica. La Cat-
tedrale dedicata alla Madonna è chiamata la Major, per
distinguerla da un'altra chiesa pure dedicata alla Vergine,
Notre-Dame des Accoules, costruita alla periferia della
città, all'estremità delle mura di cinta greco-romane presso
l'ansa dell'Ource, non lontano dalla Porta Gallicana che
immetteva sulla strada litoranea.

La posizione della Chiesa di M. fin dal IV sec. è
attestata dalla presenza del battistero, di cui si è ricono-
scuta la pianta nel 1850, quando esso venne demolito
per far posto alla nuova cattedrale; situato a nord della
chiesa, era all'esterno a pianta quadrata con una rotonda
centrale a volta e cupola su otto colonne e con un deambu-
latorio iscritto in un ottagono di 23 m. di diametro. Ma
all'epoca merovingica M. venne attaccata o occupata volta
a volta da Ostrogoti, Visigoti, Burgundi, Franchi e Sara-
ceni e divisa tra il potere civile e religioso (città bassa e
città alta); si rifugiò nella parte meglio difesa, cioè l'accro-
poli del monticello di St-Laurent (castrum Babonis); la
sede vescovile più esposta agli attacchi dei pirati sembra
sia stata trasferita sul posto dell'abbazia di S. Vittore, a
sud di Lacydon, dove la chiesa è nota come «Notre Dame et
St-Victor». Il Capitolo non riprese l'antica sede che
alla fine del sec. X, quando Guglielmo il Liberatore, dopo
aver scacciato i Saraceni dalla costa dei Mori, poté ri-
mettere pace in Provenza. La Cattedrale, dopo essere stata
per qualche tempo a Notre-Dame des Accoules, alla fine
del X sec. risorse dalle rovine e fu interamente ricostruita
sul tipo delle chiese romaniche, verso il 1150. Essa è
di tipo provenzale, a tre navi; la crociera del transetto
porta una cupola; l'abbazia, preceduta da un coro in comu-
nicazione con le navi minori, è decorata con una arcata
posata su colonnette. Purtroppo essa è stata mutilata dopo
il 1850 per far posto alla nuova Cattedrale. Dell'antica
costruzione è rimasto un paliotto marmoreo del XII sec.
rappresentante la Vergine assisa tra s. Lazzaro e s. Can-
nat, vescovi di M. Nel sec. XV Francesco Laurana e Tom-
maso di Como, scultori alla corte del re Renato, costrui-
rono per il Capitolo l'altare di s. Lazzaro che ne racchiude
il reliquiario (1474-81).

Gli altri edifici paleocristiani di M. sorsero nei suoi
cimiteri suburbani. Uno di essi, quello della «plaine de
St. Michel» sulla strada per l'Italia, era situato intorno alla
chiesa di s. Stefano; ed è noto per l'incontro ivi avvenuto
nel 581 tra il duca Gundulfo e il rettore Dynamius. Sulle
sue rovine, nel sec. XVI, fu costruita la chiesa di Notre-
Dame-du-Mont. Più celebre è l'abbazia di St-Victor,
fondata da Giovanni Cassiano, per le reliquie di s. Vit-
tore. Cassiano, chiamato a M. dal vescovo Proculo poco
tempo dopo che s. Onorato aveva fondato il monastero di
Léris, stabilì due monasteri sulla riva meridionale del

7. - Enciclopedia Cattolica. - VIII.
La Chiesa di S. Vittore, Sarcephages chrétiens de la Gaule. Parigi 1840, tav. 151
MARSIGLIA, arcidiocesi di - Sarcofago detto «dei Cassieri» (principio del
sec. V) - Marsiglia.

Lacydon, l'uno sotto la protezione di s. Vittore, per gli
uomini; l'altro, per le donne, fu trasferito nel medioevo
entro la città sul posto del Foro, con la denominazione
di S. Salvatore.

L'abbazia di St-Victor comprendeva due chiese,
l'una dedicata alla Madonna, l'altra agli apostoli Pietro
e Paolo: esse furono consacrate nel 440 da Leone Ma-
gno. Di questa primitiva fondazione rimane soltanto
quella della Madonna, che fu conglobata nelle costru-
zioni di un nuovo edificio al momento del restauro
del sec. XI e della ricostruzione del XIII. Era di forma
basilicale a tre navate precedute da un atrio; il tetto
era sostenuto da colonne di granito; di piccole dimen-
sioni, sembra abbia costituito la «memoria» conte-
nente le reliquie del fondatore; era in comunicazione con
il cimitero e con un oratorio, scavato nella roccia, in cui
erano conservate le reliquie di s. Vittore; divenne cele-
bre all'età romanica per le leggende di s. Lazzaro e della
Maddalena. Al XIV sec. Guglielmo Grimoard, già abate
di S. Vittore, divenuto papa Urbano V, iniziò l'ingrandi-
mento della chiesa (1363). L'antico coro fu ampliato me-
diante un'abside a volta con ogive e con piattaforma
superiore fortificata. S. Vittore fu veramente il patrono
di M., che nel medioevo portò il motto «Massiliam vere
Victor civesque tuere».

L'importanza dell'Abbazia offuscò quella della sede
vescovile. La sua scuola di teologia e di letteratura costituì
un centro di vita religiosa e intellettuale, alla quale fece
capo la tendenza condannata più tardi sotto il nome di
semi-pelagianismo. Per le reliquie venerate nella chiesa,
la sua necropoli (in parte esplorata nel 1942) divenne la
rivale degli Aliscamps di Arles. Officine di scultura fune-
raria mantennero durante una parte del sec. V la tradi-
Arles (v.); ad esse si deve
attribuire il bell'alte cristiano ora conservato al Museo
Borbély, decorato con colombe, agnelli e tralic vittine.

Altre chiese da ricordare sono: la chiesa di St Can-
nat o dei Predicatori, con abside e campanile del sec. XVII;
la chiesa di St Ferréol o degli Agostiniani della fine del
sec. XV, con volte rifatte nel sec. XIX; la chiesa di Notre-
Dame-du-mont-Carmel (sec. XVI-XVII); la chiesa di
S. Teodoro. La chiesa di S. Vincenzo de' Paoli, detta
anche dei Riformati, dall'antico convento degli Agosti-
niani, fu eretta su disegno di mons. Pouquet tra il 1849-
1880. La chiesa del S. Cuore sul Prado eretta in seguito
al voto di mons. H. de Belzunce durante la peste del 1720;
egli consacrò la città di M. al S. Cuore il 4 giugno 1722.
La chiesa è stata solo di recente finita e aperta al culto.

Fra i santuari più venerati nella diocesi si ricorda
quello che sovrasta la città a 152 m. sul mare di Notre-
Dame-de-la-Garde, fondato nel 1214; ivi fu costruita
una grande chiesa nel 1544, rinnovata nel 1864 da H.
Esperandieu.

Nella chiesa di S. Vittore è molto venerata la statua
di Notre-Dame-des-Confessions o des Martyrs; inoltre il
santuario di Notre-Dame-du-Sacré-Coeur a Chateau-
Gombert.

Tra gli edifici pubblici si ricordano l'Ecole des Beaux
Arts e la Biblioteca municipale con preziosi manoscritti
e incunaboli, le Musée des Médailles con una raccolta
numismatica unica di monete massaliote e provenzali e
dell'Ordine dei Cavalieri gerosolimitani; i musei des
Beaux Arts, di storia naturale, Grobet Labadie, Can'un
(1916) o delle arti decorative nell'Hôtel de Montgrand,
du Vieux Marseille nel parc Amable, Chanot de la Ma-