MARISILIA DI INGHEN

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MARISILIA di INGHEN. - Occamista, discepolo di G. Buridano e successore di questo, nella seconda metà del sec. XIV, nella Facoltà delle arti a Parigi e in quella di teologia. Nel 1367 e nel 1371 fu rettore della stessa Università. Intorno al 1383 passò al- l'Università di Heidelberg, allora fondata e della quale fu il primo rettore. M. nel 1396.

Nominalista, ammette tuttavia che ai concetti ri- sponda una qualche somiglianza negli individui della stessa specie. Se si può dimostrare con la ragione l'esistenza di Dio, altrettanto non può dirsi della creazione della materia. Ma il suo nome, Buridano (v.) Sassonia (v.), e legato soprattutto alla dottrina fisica degli impetus, per spiegare il movimento locale, e al metodo, Bradwardine (v.) Nicola di Oresme (v.), che introduce nello studio dei fenomeni fisici il concetto della «proporto» matematica, ossia della funzione, onde anche M. è ricordato fra i precursori di Leonardo e di Galileo.

Edizioni: Expositio sup. Anal. priora, Venezia 1516; Textus dialectices de suppositionibus ecc., Vienna 1512 e 1516; De generat. et corrupt., Venezia 1518; Abbrev. libri Physicorum, ivi 1521; Quaestiones subtilissimae super 8. II. Physicorum secundum nominalium viam (di dubbia autenticità), Lione 1518; Quaestiones sup. quatuor II. Sententiarum, Strasburgo 1501.

BIBL.: P. Duhem, Etudes sur Léonard de Vinci, III, Parigi 1913, pp. 403-405; id., Le système du monde, IV, ivi 1916, pp. 164-168; G. Ritter, Studien zur Sächsischen, I, M., V. Inghren und die okklimatische Schule in Deutschland, Heidelberg 1921; A. Maier, Die Impetustheorie der Scholastik, Vienna 1940, p. 140-149; id., An der Grenze von Scholastik u. Naturwissenschaft, Essen 1943, passim; id., Die Vorfahrer Galilei im 14. Jahrhundert, Bruno Nardi