MASSIMINO, vescovo dei Gotti. - Vissuto alla
fine del sec. IV ed all'inizio del V; di origine, come
sembra, danubiana. Personalità che potrebbe dive-
nire di notevole interesse teologico e letterario qua-
lora fossero risolti gli intricati problemi riguardanti
la sua identificazione ed una più sicura attribuzione
delle sue opere. Accompagnò una spedizione mili-
tare gota comandata dal conte Segisvulto, inviata
in Africa dalla corte di Ravenna, per domarvi la
rivolta del conte Bonifacio.
In quella circostanza ebbe una disputa trinitaria con
s. Agostino, come risulta da due opere attribuite a que-
st'ultimo e dalla Vita Augustini di Possidius. Con qualche
probabilità fu ancora egli ad entrare in polemica lette-
raria con s. Ambrogio con una Dissertatio di contenuto
trinitario. Non mancano inoltre argomenti (assai lontani
per altro dall'essere probativi) per ritenere come suoi
alcuni trattati e sermoni falsamente attribuiti a s. Mas-
simo di Torino; alcuni frammenti ariani posti, in passato,
sotto il nome di Palladius; un Opus imperfectum in Mat-
thaeum, che figura tra le opere di s. Giovanni Crisostomo.
MASSIMINO il Trace (C. Iulius Verus Maximi-
nus), IMPERATORE ROMANO. - N. in Tracia, m. ad Aqui-
lein nel 238. Figlio di barbari, grossolano e crudele,
si arruolò nell'esercito dove raggiunse alti gradi.
