MASSIMINO, VESCOVO DI TREVIRI, SANTO

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MASSIMINO, vescovo di TREVIRI, santo. - N. a Silly (Sigilliacum) in Aquitania, da nobile famiglia, versò la fine del sec. III, fu avviato agli studi dal vescovo s. Agricio, a cui successe nell'episcopato ca. 1.332.

Ospitò s. A'ANASIO (v.), durante i due anni di esilio nella sua città (336-38). Nel 341 accolse pure Paolo, l'esiliato patriarca di Costantinopoli, e si adoperò in seguito per farlo ritornare alla sua sede. Nel 342 respinse quattro vescovi ariani, venuti da Antiochia, per piegare l'imperatore dalla loro parte e lo persuase a rifiutare le loro subdole proposte. Nel 343, insieme al papa Giulio I e ad Osio vescovo di Cordova, ottenne da Costante che si convocasse un Sinodo a Sardica nell'Illirico contro l'arianesimo, e ne sottoscrisse gli atti; perciò il Sinodo ariano di Filippopoli lo condannava, insieme a Giulio I e ad Osio.

Non si sa l'anno della sua morte; ma nel 347 già gli era succeduto Paolino. S. Gregorio di Tours lo chiama «episcopus potens in omni sanctitate» (Historia Francorum, I, 37); era venerato come patrono di Trevir. Nei Martirologi storici la sua festa è registrata al 29 maggio; il 12 sett. è la probabile data di una traslazione di reliquie.

BIBL.: Acta SS. Maii, VII, Parigi-Roma 1866, pp. 19-36; L. Duchesne, Fastes épiscopaux de l'ancienne Gaule, III, Parigi 1915, p. 35; Ph. Diel, Der heilige Maximinus und der heilige Paulinus, Bischöfe von Trier, Trevir 1875; F. Charmed, St Maximinus de Treves, st Athanase et les semi-ariens, in Revue des questions historiques, 12 (1867), pp. 66-96; E. Winkelher, Die Lebensbeschreibungen der vorkorlingischen Bischöfe von Trier, Bonn 1935, pp. 10-27; Martyr. Roman., p. 215; cf. BHL, 5822-24.

Emanuele Romanelli