MASSIMO, vescovo di Gerusalemme, santo. - È commemorato nel Martirologio romano il 9 maggio. Durante la persecuzione di Massimino Daia fu condannato alle miniere dopo aver avuto strappato l'occhio destro e mutilato il piede sinistro. Poco prima del 335 successe a Macario nella sede di Gerusalemme. Sozzemo afferma che era stato già designato per la sede di Diospoli, ma i concittadini non lo vollero lasciare partire.
Partecipò al Concilio di Tiro (335), ma non sottoscrisse la condanna di s. Atanasio perché s. Pafnuzio riuscì a farlo uscire prima della sottoscrizione. Non volle partecipare al Concilio di Antiochia del 341 per protesta contro gli ariani, dai quali era stato ingannato nel Sinodo di Gerusalemme del 335, e nel 349 accolse con grande gioia s. Atanasio che ritornava dall'esilio. Per rendergli maggiori onori convocò un sinodo di vescovi palestinesi, i quali scrissero anche una lettera di auguri e felicitazioni alla Chiesa di Alessandria per il ritorno del loro vescovo. Per questa sua adesione ed amicizia con s. Atanasio fu odiato dagli ariani esuberati. M. verso il 350.