MATILDE (MECHTHILD) DI HACKEBORN

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MATILDE (MECHTHILD) di HACKEBORN. - Mistica cistercense, n. nel castello avito di Helfta (Sassonia) ca. il 1241, m. nel monastero di Helfta il 19 nov. 1209. Condotta, a 7 anni, a visitare la sorella maggiore Gertrude nel monastero di Rodersdorf, vi volle rimanere, e parecchi anni dopo, Gertrude, eletta badessa, la portò con sé nel nuovo monastero di Helfta, donatole dai suoi due fratelli Luigi ed Alberto. Là M. fu di valido aiuto alla sorella, che le affidò la direzione della scuola e del canto sacro (domna cantrix). Nel 1261 ebbe tra le alunne la futura s. Gertrude la Grande. Le sue mirabili virtù, che volle incentrare nella lode e nell'amore di Dio, con una costanza

eróica, nonostante le trafitture di continui dolori fisici, le meritarono di salire alle vette più alte della mistica.

A 50 anni seppe che alcune sue alunne avevano assiduamente notato tutto quello che da lei avevano saputo intorno ai favori e agli insegnamenti ricevuti nella contemplazione. Turbata sulla prime, venne tosto rassicurata dal Salvatore che, chiamandola il «suo usignolo», le disse che tutto era avvenuto per sua volontà e ispirazione, e che molte grazie sarebbero elargite a quanti avessero lette quelle pagine. M. allora volle il manoscritto e si pose a correggerlo. Otto anni più tardi M. moriva offrendo «il suo cuore al Salvatore e immergendolo in quello di lui».

L'opera di M. porta il titolo di Liber specialis Gratiae e contiene nei suoi cinque libri, oltre alla descrizione delle visioni e grazie ottenute nella contemplazione, anche i colloqui con il Salvatore, considerazioni stimolanti al suo amore e alla più fiduciosa dedizione a lui e uno sguardo sulla vita futura; un sesto libro, aggiunto, descrive le virtù e la morte di M. e di sua sorella Gertrude. Molti tratti dell'opera parlano dell'amore e delle grazie del Cuore di Gesù in maniera così intima e viva e sono accompagnati da preghiere e pratiche di devozione al S. Cuore così penetranti e fiduciose, che servirono assai, fin dal sec. XIV ad oggi, a diffondere e approfondire la devozione al S. Cuore. M. perciò può considerarsi una vera precontrive di s. Maria M. Alacoque. M. di H. non fu mai canonizzata; ma la sua festa (16 febbr. o 19 nov.) è celebrata in parecchi monasteri benedettini.

BIBL.: Revelations Gertrudianae et Mechtildianae, a cura dei Benedettini di Solcmes, II, Parigi 1877, pp. 1-421. Studi: J. Lipsia 1874, pp. 91-112; E. Michael, Gesch. des deutschen Juden zu M. V. M., Gottinga 1909; C. Richstaetter, Herz-Prau-Verlehrung des deutschen Juden, 2a ed., Paderborn 1924, pp. 77-82; O. Karrer, Die grosse Glut, Friburgo in Br. 1926, pp. 185-203; F. W. Wentzlass-Eggbert, Deutsche Mystik zwischen Mittelalter und Neuzeit, Tubingen 1947, p. 47 sgg. (con bibl. precedente). Celestino Testore