MATTEO DA BASCIO. - N. a Bascio (Carpegna), diocesi di Montefeltro, verso il 1495, m. a Venezia il 5 ag. 1552. Entrò fra i Minori Osservanti. Allorché fu ordinato sacerdote (1520), l'ansia di conformarsi il più fedelmente possibile a s. Francesco non gli lasciò più riposo. Nel genn. 1525 fuggi dal convento di Montefalcone Appennino per recarsi a Roma e implorare da Clemente VII la grazia di potere imitare perfettamente il Santo nel modo di vestire, nell'altissima povertà e nella predicazione evangelica. Per se stesso e per un compagno, M. da B. ottenne da Clemente VII il privilegio di vestire un abito rozzo e stretto, con un cappuccio aguzzo cucito all'abito, di predicare dovunque e di osservare la Regola alla lettera, a patto di presentarsi ogni anno al suo ministro provinciale. Giovanni da Fano, che reggeva allora la provincia delle Marche, valendosi di un rescritto dato poco prima dal Papa contro i frati vaganti, lo fece incarcerare nel convento di Forano. Liberato per l'energico intervento di Caterina Cibo, duchessa di Camerino, dalla fine di luglio 1525 fino alla morte, M. da B. poté menare indisturbato la sua vita errante di predicatore penitenziale, prima nella nascente famiglia dei Cappuccini, poi sotto l'obbedienza del ministro generale degli Osservanti, ai quali fece nominalmente ritorno verso il 1530.
La concessione ottenuta da M. da B., puramente personale, fu il punto di partenza di altre iniziative che diedero luogo all'istituzione canonica della nuova famiglia francescana dei Cappuccini. Degno di nota è il contributo di M. da B. alla rinnovazione religiosa iniziatasi allora in Italia, alla Riforma cattolica. Predicò con gran successo. Assistette più volte gli appestati, a Camerino e a Roma. Nel 1546 accompagnò in Germania le truppe pontificie che Paolo III mandava in aiuto a Carlo V nella sua lotta contro i principi luterani della Lega Smalcaldica: alla battaglia di Mühlberg (1547), M. con la croce in mano animava i soldati cattolici fino a vittoria completa.
Dal clero e dal popolo unanimi ebbe culto di beato
fino ai decreti sul culto pubblico dei servi di Dio emanati sotto Urbano VIII (1625-1634).