MATTIA, APOSTOLO (MAB9L2G È ABBREVIAZIONE DELL'EBR. MATTANJAH = «DONO DI JAHWEH»; ANCHE MABR9A8L2G = EBR. MATTILJAH; SIR. TOLMAJ)

MATTIA, APOSTOLO (Mab9l2g è abbreviazione dell'ebr. Mattanjah = «Dono di Jahweh»; anche Mabr9a8l2g = ebr. Mattiljah; sir. Tolmaj). - Prese il posto di Giuda Iscariota. Secondo Eusebio (Hist. eccl., 1, 12) era uno dei 72 discepoli. Gli Acta 1, 15-26 narrano che Pietro propose di sostituire Giuda con uno di quei discepoli, che si erano associati agli Apostoli durante il ministero pubblico di Gesù, a cominciare dal Battesimo di Giovanni Battista, fino all'Ascensione, perché fosse anch'egli in grado di divenire «testimonio della Resurrezione». Tra i 120, di cui si componeva la Chiesa di Gerusalemme, furono proposti due, certamente i più in vista, Giuseppe chiamato Barsaba, soprannominato «Giusto», e M. Poiché l'apostolo doveva essere scelto da Gesù, gli Apostoli si rivolsero a Lui (Kvpiog xapdovvwsTng), perché mostrasse quale dei due fosse l'eletto, mediante la sorte. Riuscì eletto M., che senza altra formalità fu aggregato al Collegio apostolico.

Secondo Eracleone sarebbe morto di morte naturale (presso Clemente Alessandro, Strom., IV, 9: PG 8, 1281). Secondo Niceforo (Hist. eccl., II, 40: PG 145, 862), avrebbe predicato in Etiopia, subendovi il martirio; secondo altri in Giudea, dove sarebbe stato lapidato. Gli apocrifi lo fanno predicare nel paese degli antropofagi, come Matteo ed Andrea. Non risulta se lo confondano con Matteo. Esistono gli apocrifi: Acta Andreae et Matthiae in urbe anthropophagorum, le «Tradizioni» ed il «Vangelo» di M. (v. sotto). Clemente Alessandro (Strom., III, 4: PG 8, 1131) riferisce un agraphen di M.; «Bisogna combattere la propria carne e trattarla con rigore».

Festa il 24 (o 25) febbr. È il patrono dei macellai

e degli ingegneri. Le sue reliquie sono conservate a S. Maria Maggiore in Roma ed a Treviri. Nel Canone della Messa figura nella lista del Nobis quoque.

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Bibl.:** Acta SS. Februarii, III, Parigi 1865, pp. 431-54; A. Arighini, I Dodici (Apostoli), Torino 1935, pp. 485-501; A. Médiabelle, Apostolat, in DBs, I, coll. 566-68; O. Hophan, Gli Apostoli, trad. II. Torino 1950, pp. 247-57. Per le leggende medievali, cf. Jacopo da Varazze, La leggenda aurea, trad. it., Alba 1938, pp. 297-301.

**Vangelo di M. -** Apocrifo menzionato da Ori- gene (Hom. I in Lucani, 1, 1), da Eusebio (Hist. ecc., III, 25, 6), dal cosiddetto «Catalogo dei 60 libri canonici» e dal Decreto gelasiano.

Alcuni (A. Harnack, E. Hennecke) lo distinguono; altri (Th. Zahn, O. Bardenhewer) lo identificano con le Tradizioni di Mattia (Παραδόσεις Ματθίου) gnostiche, composte nel sec. 11 in Egitto e citate tre volte da Clemente Alessandro (Strom., II, 9, 45; III, 4, 26; VII, 13, 82) e con i Discorsi segreti di Gesù a M. apostolo, posseduti dai capi basiliandini, di cui (cf. Philosophoumena, VII, 20) si posseggono soltanto le citazioni presso Clemente Alessandro.

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Bibl.:** Th. Zahn, Gesch. des neuest. Kanons, II, Erlangen 1892, p. 751 sq.; E. Hennecke, Handbuch zu den neuest. Apokry- phen, Tubingen 1904, p. 90; Bardenhewer, I, p. 520; G. Bonaccorsi, Vangeli apocrifi, Firenze 1948, pp. XVI sq., 28-30; J. B. Frey, Apocryphes du Nouvel Test., in DBs, I, coll. 478.

Bonaventura Mariani

**MATTIA** d’Asburgo, Imperatore. - N. il 24 febbr. 1557 a Vienna, m. il 20 maggio 1619. Figlio dell’imperatore Massimiliano II e di Maria di Spagna, era fratello minore dell’imperatore Rodolfo II. Insieme agli altri fratelli M. sottrasse progressivamente a Rodolfo ogni potere, giustificando la sua azione con il richiamo ai pericoli cui poteva andare incontro la monarchia asburgica a causa del disinteresse con cui l’Imperatore considerava gli affari politici. Riconosciuto dagli altri arciduchi capo della casa d’Austria, M. con l’accordo di Lieben presso Praga si fece cedere nel 1608 da Rodolfo II la sovranità sull’Austria, l’Ungheria e la Moravia. Nel 1611 Rodolfo fu costretto a rinunciare egualmente alla corona boema, sempre a favore di M. Alla morte di Rodolfo, nel 1612, M. fu eletto imperatore. M. ebbe per ascoltato consigliere il card. Klesl.

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Bibl.:** G. Miskolczy, M., in Enc. Ital., XXII, pp. 597-98, con bibl.; H. Hantsch, Die Geschichte Österreichs, I, 2ª ed., Graz-Vienna 1947, passim, soprattutto p. 314 sq. Sull’influenza di Klesl cf. E. Tomek, Kirchengeschichte Österreichs, II, Innsbruck-Vienna 1949, in particolare p. 494 sq. Silvio Furlani