MATTHEW, TOBIE

MATTHEW, TOBIE. - Sacerdote inglese, n. a Salisbury il 3 ott. 1577, m. a Gand il 13 ott. 1655.

Di famiglia anglicana (il padre fu arcivescovo di York e la madre era figlia di W. Barlow, vescovo di Chichester), prese i gradi a Oxford (magister artium nel 1597); nel 1599 entrò a Gray's Inn, ove trovò l'amico sempre fedele, Francis Bacon (m. nel 1626), che chiamava M. suo alter ego; nel 1604, salito al trono Giacomo I, divenne membro del Parlamento di St. Albans, e fu cortigiano elegante e di facili costumi. Il suo desiderio di viaggiare, specialmente in Italia, fu contrariato dai genitori assai rigidi in fatto di religione, ma nel 1604 gli fu permesso d'andare fino in Francia.

Trascurando la sua promessa, M. procede fino all'Italia, ove l'attrave molto tutto ciò che vedeva. Le processioni quaresimali a Firenze e la devozione alla Madonna suscitarono in M. rimorsi per la sua vita passata; spingendosi all'ira ricerca del vero, nel 1606 e bionò il protestantesimo. Tornato in Inghilterra (1607), fu incarcerato per sei mesi. Nel 1608 i suoi amici gli ottennero il permesso di recarsi all'estero, ove rimase 10 anni. Nel maggio 1614 fu ordinato sacerdote da s. Roberto Bellarmino a Roma. Nel 1617 tornò in Inghilterra, ma fu di nuovo esiliato dal 1619 al 22. Sono rimaste due lettere di M. al Papa, che qualificano poco sincere le promesse di tolleranza (per la fede cattolica) del re Giacomo (I d'Inghilterra). Nel 1622 questo Re mostrò gradire il suo ritorno e si servì della sua abilità diplomatica e linguistica inviandolo a Madrid nel 1623 come consigliere del duca di Buckingham e del principe Carlo circa lo sposalizio spagnolo, allora in trattative. Quando tornò, il Re lo fece cavaliere. Sotto Carlo I (1625-49), M. poté aiutare i suoi compagni di fede inglesi, finché la guerra civile del 1640 lo costrinse a fuggire.

È quasi certo che M. sia stato ricevuto nella Compagnia di Gesù, di cui fu generoso benefattore; fuggendo infatti dalla persecuzione passò nella casa dei Gesuiti a Gand, dove rimase fino alla morte.

M. tradusse in italiano (1618) i Saggi morali del signore F. Bacone, cavagliere inglese, gran cancelliero d'Inghilterra, con un altro suo trattato della sapienza degli antichi, con epistola dedicatoria a Cosimo granduca di Toscana, ed in inglese le Confessioni di s. Agostino (1620), la autobiografia di s. Teresa (1613), il «trattato sulla sapienza» del p. F. Arias (1650). Pubblicò A relation of the death of the most illustrious lord signor Troilo Savelle (1620), decapitato in Castel S. Angelo nel 1620; A missive of consolation sent from Flanders to the calvilles of England (1647); A true historical relation of the conversion of sir T. M. to the holiest Catholic faith, parzialmente edita nella sua Life di C. Butler (1795), completamente nel 1904 da A. H. Matthew, insieme alle sue pregevoli Letters (edite da J. Donne nel 1660), ed altri scritti minori e incerti. M. fu un cattolico coraggioso, che amò molto l'Italia.

BIBL.: A. Butler, The life of sir T. M., ed. C. Butler, Londra 1795; A. H. Matthew, Life of sir T. M., ivi 1907; E. Burton, s. V. in Cath. Enc., X, p. 65.