MAURIZIO conte di NASSAU. - Principe di Orange (alla morte del fratello nel 1618), statolder ereditario delle province di Olanda e Zelanda e poi di Utrecht, Overyssel e Gheldria, n. il 13 nov. 1567 a Dillenburg (Sassonia), secondogenito di Guglielmo d'Orange (il Taciturno) e di Anna di Sassonia, m. celipe all'Aja il 23 apr. 1625.
All'assassinio del padre (1584), mentre il primogenito Filippo Guglielmo era in Spagna come ostaggio, fu posto accanto all'inglese conte di Leicester, statolder generale, e, quando questi parti, rimase per la guerra di indipendenza a capo dell'esercito che riordinò riconquistando Breda (1590), Zutphen, Nimega, Groninga, favorito dall'assenza e poi dalla morte di A. Farnese, che comandava gli Spagnoli. La pace di Vervins (1598) lo privò dell'aiuto di Enrico IV e rese più dura la difesa; nel 1604 lo Spinola conquistò Ostenda. Il bisogno di pace e l'insofferenza della prevalenza militare portò alla tregua dodecennale del 9 apr. 1609. Penetrate nella compagine del calvinismo olandese le rivalità fra Arminiani (moderati) e Gomaristi (intransigenti), M. sostenne le parti di questi secondi, e profittando della tregua fece decapitare con la complicità di costoro come ribelle il suo compagno di lotta, Ian van Olden Barneveld, che, come «gran pensionario» (avvocato), aveva felicemente diretto la politica olandese. Alla ripresa della guerra nel 1621 poco poté fare M., perché malato e osteggiato dagli Stati generali. Ne ricorda il nome l'Isola M. occupata nel 1606 dagli Olandesi nell'Oceano Indiano.