MAURY, Jean-Siffrein. - Cardinale, n. a Valreas (Avignone) il 26 giugno 1746, m. a Roma l'11 maggio 1817. Accademico di Francia dal 1785, fu nel 1787 consigliere del Lamoignon, che intendeva operare grandi riforme giudiziarie. Rappresentante del clero negli Stati Generali del 1789, tentò, dopo il 14 luglio, di abbandonare la Francia, ma venne arrestato a Péronne.
Divenne allora l'antagonista di Mirabeau e il maggior difensore, in seno all'Assemblea, dei diritti del Pontefice e della Chiesa. Dopo essersi opposto con vigore alla costituzione civile del clero, fuggì, nel 1791, dalla Francia, e, dopo essersi fermato a Coblenza, raggiunse Roma. Fu creato da Pio VI arcivescovo di Nicea, quindi vescovo di Montefiascone ed infine cardinale (1794). Non volle essere nel 1804 ambasciatore del Re in esilio e si pose al servizio del Buonaparte, accettando anche da lui la carica di vicario capitolare di Parigi; questo gesto gli venne rimproverato, con breve del 5 nov. 1810, da Pio VII, prigioniero dell'Imperatore. Dopo la sconfitta di questi fu rinchiuso in Castel S. Angelo e dovette rinunciare al vescovato, ma fu poi liberato per intercessione del card. Consalvi. Scrisse un Essai sur l'éloquence de la chaire.