MAZIO, RAFFAELE. - N. a Roma il 24 ott. 1765, m. ivi il 4 febbr. 1832. Fin dai primi studi dimostrò eletto di ingegno e singolare perizia nella lingua latina. Nel 1785 tenne una pubblica disputa teologica nella chiesa di S. Ignazio, che fu data alle stampe. Pio VI lo nominò maestro delle cerimonie pontificali canonico di S. Maria in Trastevere e Pio VII, nel 1801, lo chiamò all'ufficio di segretario della Congregazione Cerimoniale. Membro della Commissione presieduta dal card. Caparra per l'esecuzione del Concorde di Francia (1801), dimostrò singolare perizia nel disbrigo degli affari ed intrepida fortezza nella difesa dei diritti della Chiesa.
Esiliato nel 1809 prima a Piacenza, poi a Bologna e più tardi nel Castello di Cento, alla restaurazione fu uno dei più preziosi collaboratori del card. Consalvi e con lui si recò alle corti di Parigi e di Londra. Ebbe, in questo periodo, parte preminente nella trattazione degli affari ecclesiastici per la Baviera, la Prussia, il Piemonte, la Savoia, l'Hannover, il Ducato di Lucca, ed accompagnò il card. Spina ai Congressi di Lubiana (1821) e di Verona (1822). Contemporaneamente fu segretario delle Lettere latine (1816), della Conciatoriale (1818), canonico vaticano. Segretario del Conclave da cui uscì pontefice Leone XII, fu nominato nel 1824 assessore della S. Romana Universale Inquisizione.
Pio VIII, nel Conciestro del 15 marzo 1830, lo creò cardinale, pubblicandone la nomina nel successivo Conciestro del 5 luglio dello stesso anno, con il titolo di S. Maria in Trastevere. Del M. fu pubblicata l'orazione funebre per la regina Maria di Portogallo (Roma 1817). Rimase invece inedita e andò smarrita una storia della Pontificia accademia teologica romana da lui scritta.