MAURIZIO da PORTO (Mauritius de Portu, Hibernicus). - Filosofo e teologo, al secolo M. O'Fihely, n. ca. il 1460 in Irlanda (incerto se a Baltimora o a Clonfert), m. nel 1513 a Galway. Studiò a Oxford ed entrò nell'Ordine dei Minori. Reggente dello Studio generale di Milano dal 1488, fu nel 1491 assegnato all'Università di Padova, dove ancora nel 1500 insegnava teologia. Nel 1506 fu consacrato arcivescovo di Tuam e come tale prese parte al V Concilio Lateranense.
Il suo pensiero si svolge nella scia di Duns Scoto, di cui pubblicò e commentò alcune opere. In un breve Enchyridion fidei (Venezia 1509) espose schematicamente il suo pensiero circa la contingenza delle cose, la prescienza divina, il libero arbitrio e la predestinazione.
Opere principali: Epilomata castigationum atque elucidationum in quaestiones metaph., tractatum de primo principio et theoremata Scott (Venezia 1499); Expositio in quaest. dialecticae Johan. Scott (ivi 1512).