MAZARA DEL VALLO, DIOCESI DI

MAZARA del VALLO, DIOCESI di. - Città e diocesi in provincia di Trapani, nella Sicilia. Ha una superficie di kmq. 1905,10; ab. 252.800 tutti cattolici; 50 parrocchie, servite da 197 sacerdoti diocesani e 34 regolari, un seminario, 8 comunità religiose maschili e 38 femminili. Patroni i ss. martiri Vito, Modesto e Crescenzia.

I. STORIA

M. fu emporio di Selinunte e derivò il nome dal fiume Mazaros, presso la cui foce è situata. Fu occupata da Caio Duilio durante la seconda guerra punica; figura nell'Itinerarium di Antonino; il 17 giugno 827 vi sbarcarono gli Arabi, che di là mossero alla conquista della Sicilia, da loro in seguito ripartita in tre distretti o valli, di cui uno fu quello di M. Nel 1073 se ne impadronirono i Normanni, che la cinsero di doppia muraglia con castello, di cui rimane qualche rudero.

La diocesi fu eretta nel 1093 da Urbano II, quando vi fu trasferita la sede vescovile del Lilibeo: il suo territorio si stendeva dal Belice ai monti di Corleone e al Tirreno, presso Sferracavallo. Primo vescovo fu Stefano de Ferro di Rouen, parente del conte Ruggero. Il terzo vescovo, Tristiano, nel 1176 cedeva Jato e Calatrasi all'arcidiocesi di Monreale, alla quale altri 9 comuni della giurisdizione di M. venivano assegnati il 20 maggio 1844 da Gregorio XVI, che con la bolla Ut animarum pastores del 31 maggio dello stesso anno erigeva la diocesi di Trapani con territorio sottratto alla diocesi di M. Dei suoi 67 vescovi due furono cardinali: il famoso Bessarione (1449) e Gian Domenico Spinola (1637-46). Dal 1933 è governata da mons. Gioachino Di Leo. Con decreto del 15 sett. 1950 della S. Congr. Concistoriale, l'Isola di Pantelleria è stata trasferita alla diocesi di M.; i comuni di Alcamo, Calatafimi, Castellammare del Golfo e il pago Borgo Fazio a quella di Trapani (AAS, 42 [1950], pp. 888-89).

II. MONUMENTI

La Cattedrale, iniziata dal conte Ruggero, fu restaurata dal vescovo Giovanni da Monteaperto (1470-85); il vescovo Luciano de' Rossi (1589) portò a termine la cupola e l'organo, costruì il battistero, restaurò il coro e il pulpito; nell'abside, ricca
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MAZARA del VALLO, DIOCESI di. - Esterno della chiesa del Carmine (sec XVI) - Mazara.

stucchi barocchi dei Ferraro da Giuliana, si ammira un'efficace Trasfigurazione marmorea di Antonello e Antonino Gagini (1536). Di Antonino Gagini è pure la bellissima statua della titolare nella chiesa di S. Caterina. Cinquecenteschi e adorati di caratteristica cupola, l'oratorio di S. Egidio e la chiesa del Carmine. Di epoca normana e simile alle coeve chiese della Trinità di Delia in Castelvetrano e di S. Maria dell'Ammiraglio in Palermo è la chiesa di S. Nicolicchio, a pianta centrale e cupola. Nel 1710 il vescovo Bartolomeo Castelli ricostruiva il Seminario; nella piazzetta antistante si leva la statua di S. Vito, opera di Ignazio Marabitti (1771).

A 1 km. ca. dall'abitato si erge, su di un colle, il santuario della Madonna dell'Alto, fondato da Ruggero, in seguito divenuto commenda dell'Ordine Gerosolimitano di S. Giovanni, e rifatto in epoche diverse. Altra chiesa suburbana è quella, quattrocentesca, di S. Maria di Gesù, con bel portico e pregevoli sculture. A M. si trovano pure alcuni sepolcri cristiani.

BIBL.: A. Castiglione, Belle cose antiche della città di M.: studi archeologici e storici. Alcamo 1878; G. di Marzo, I Gagini e la seduta in Sicilia, Palermo 1883, passim; id., Capitoli insegnati della città di M., ivi 1926; G. Pensabene, La cattedrale normata di M., in Archivio storico siciliano, 53 (1933), pp. 191-217; Lanzoni, I, pp. 320-21; Eubel, I, pp. 331-32; II, p. 188; III, p. 238; IV, p. 235. Enzo Navarra