- Teologo domenicano, n. a Priero (Cuneo) nel 1456, m. a Roma nel 1527. Religioso a Genova nel 1471, studiò a Bologna dove si addottorò in teologia (1498); in seguito ebbe molti uffici nell'Ordine. Nel 1515 Leone X lo nominò maestro dei SS. Palazzi. Come tale si trovò all'avanguardia nella lotta contro Lutero.
Appena divulgate le 95 tesi (31 ott. 1517), il M. scrisse: In praesumptuosas M. Lutheri conclusiones de potestate papae dialogus (Roma 1518), in cui con uno stile talora mordace, e con solidi argomenti, espose la dottrina cattolica sulla Chiesa, il Papa e le indulgenze. Lutero rispose con un'invetiva. Il M. replicò in tono conciliante con l'Epitome responsionis ad M. Lutherum (ivi 1519) e poi con l'opera più vasta: Errata et argumenta M. Lutheri recitata, detecta (ivi 1520, Firenze 1521, Roma 1527), in cui riprende le tesi sull'autorità del Papa.
Il M. scrisse altre opere. Si citano: Confiatum ex angelico doctore s. Thoma volumen primum (Perugia 1519), un vasto com
MAZZOLINO, Lodovico - Natività - Roma, Galleria Borghese.
La patetica Pietà con lo sfondo montano e selvoso e l'agro-vigilatissima Strage degli Innocenti (nell'angolo superiore, a destra, un Riposo in Egitto di rara finezza idilliaca), che alterna crudezze cromatiche e gesti spiritati a squisite ornamentazioni alabastrine, di pretto estetismo padano.
BIML.: G. Gruyer, L'art ferrarai, II, Parigi 1897, p. 245 sgg.; Venturi, VII, p. 738 sgg.; G. Gronau, s. V. in Thiem-Becker, XXIV, pp. 313-14; R. Longhi, Officina ferrarese, Roma 1934, pp. 115-18; B. Berenson, Pitture italiane del Rinascimento, Milano 1936, pp. 306-308.