MAZZOLA BEDOLI, GIROLAMO

MAZZOLA BEDOLI, GIROLAMO. – Pittore, n. a Moile (oggi S. Lazzaro), in provincia di Parma, verso il 1500, c. m. ivi nel 1569. Ebbe fin dalla prima gioventù contatti con il Parmigianino, che si intensificarono dopo il 1529, quando sposò una sua cugina, Caterina Elena Mazzola (dopo il 1540 il B. aggiunse al suo cognome originario quello di M.).

La sua prima opera certa e in cui si palesano suggestioni manieristiche, desunte dal Parmigianino, accanto a spunti originali, è la Concessione di Maria (1533) nella Galleria di Parma, cui seguirono le due Annunciazioni delle Pinacoteche di Napoli e dell’Ambrosiana (Milano), la S. Tecla del duomo di Mantova e la S. Chiara della Pinacoteche di Napoli. Dopo il 1535, M. B. esegui l’ancona di S. Niccolò per la chiesa di S. Giovanni Evangelista a Parma, lo Sposalizio di S. Caterina (Pinacoteche di Parma) e altre opere, oggi a Monaco, Budapest, ecc. Intorno al 1540 furono dipinti la pala di S. Alessandro e due sportelli d’organo, alla Stoccata di Parma. In seguito l’artista si orientò verso il Correggio, come dimostrano il politico, già nel convento di S. Martino dei Bocci e ora nella Galleria di Parma, la volta della navata centrale nel Duomo, con il catino del presbiterio, le vòlte a botte, a settentrione e a mezzodi, nella Stoccata, con le relative conche absidali. Nella produzione di M. B. sono fin troppo appariscenti le lambicate superfetazioni del manierismo cinquecentesco, divenute con lui, in certi tratti, quasi la caricatura dei vezzi e delle ampollosità del Parmigianino. Inoltre, ben di rado egli riesce ad organizzare in persuasiva visione unitaria i diversi elementi costitutivi del suo stile composito. Ma non mancano, tuttavia, nel corso discontinuo di quest’arte decadente, momenti di autentica ispirazione, sostenuta da valori formali, cromatici e luministici singolarissimi. Basterà citare i nuovi accorgimenti spaziali, le trasparenze opaline, i contrasti di tono e la figura eretta e fluida della Vergine nella Concessione, il nobilissimo arcangelo librato in aria e il putto di schiena, controluce, nell’Annunciata del Museo di Napoli, lo sfondo del paesaggio boschivo e il gesto affettuoso della Vergine, nella Madonna col Bam-

mento alla Summa rimasto incompleto e specialmente la Summa summarum quae Silvestrina dicitur (Roma 1516), che ebbe ca. 50 edizioni.

Bibl.: F. Michalski, De Sylv. Pr. Vita et scriptis, Münster 1892; F. Lauchert, Die italienischen Gestern Luthers, Friburgo 1913, pp. 7-30; J. Taurisano, Hierarchia O. P., Roma 1916, pp. 80-51; F. Stegmüller, Francisco de Victoria y la doctrina de la gracia en la escuela salmantina, Barcellona 1934, pp. 19-23; Registrum litter. fr. Thomae de Vio Cajetani O. P., ed. A. de Meyer (Monum. O. P. hist., 17), Roma 1935, pp. 80, 250, 251, 261, 267, 268, 270-71, 274; Magistrorum ac Procuratorum O. P., Registra litter. minora, ed G. Meerseman-D. Planzer (Monum. O. P. hist., 21), ivi 1947, p. 70.