MATRONEO

MATRONEO. - La parte riservata alle donne nelle prime chiese cristiane (generalmente la navata destra o il transetto destro) separata dal resto della chiesa mediante transenne o velari. In architettura si dà questo nome alla galleria interna che sovrasta le navate laterali, originariamente destinata appunto a tale scopo. Secondo il Rivoira questa struttura sarebbe d'origine siriaca e deriverebbe dalle basiliche civili a duplice ordine (le chiese di Qanawāt e di Tafḥah, del IV e V sec).

Article illustration

Il m. è adottato nell'architettura bisantina in chiese basilicali (S. Demetrio di Salonicco [v sec.] in cui la galleria prosegue sopra la parte d'ingresso in modo che i due lati sono congiunti) e soprattutto nelle costruzioni a pianta centrale: S. Sofia di Costantinopoli, dove ancora si conserva l'antica chiusura con riquadrature ornamentali, SS. Sergio e Bacco, in cui i m. si sviluppano intorno all'ambulacro centrale. Affinco quest'ultima chiesa, anche in questo parche in questo parche.

Il m. è frequentissimo in età preromana e romana, e lo si trova fino in Scandinavia. Si ricorda nell'XI sec., in Germania: S. Orsola di Colonia; in Francia: le chiese abbaziali di Cérisy-la-Forêt, di Mont-St-Michel, e di Jumieges, S. Remigio di Reims, S. Stefano di Nevers; in Inghilterra: le cattedrali di St. Albans, di Winchester, di Ely. Ne è continuato l'uso nell'architettura gotica, alla quale si addice per l'accettazione di slancio delle navate e la riduzione delle

pareti alla struttura portante; lo troviamo infatti già in Notre-Dame di Parigi e poi nelle altre maggiori cattedrali francesi, a Reims e Amiens. In Italia è invece assai raro nel Trecento; si trova nel S. Martino di Lucca. Esempio eccezionale della fine del Quattrocento è quello del duomo di Pavia, in cui però il m. è trasformato in galleria con proporzioni e rapporti rinascimentali. Non più usato nei secoli successivi, il m. è talvolta adottato attualmente allo scopo di aumentare lo spazio destinato ai fedeli, in chiese di imitazione romanica (S. Maria Addolorata a Roma), o modernamente rielaborate (S. Giuseppe a Hindemburg).

**

BIBL.:** G. T. Rivoira, *Le origini dell'archit. lombarda*, I-II, Roma 1901-1907, passim; P. Toscana, *Storia dell'arte italiana*, I, Torino 1927; II, ivi 1951, passim. Mario Zocca