Enciclopedia Cattolica vol. VIII, 1952 Sacra Scrittura Popoli e personaggi

MELCHISEDEC

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Noto anche come: tedesco: Melchisedek; inglese: Melchizedek, Malki-sedeq; Malki-šedheq

MELCHISEDEC. - Re di Salem, probabilmente Gerusalemme (cf. Ps. 76 [75], 5), e sacerdote di Dio (chiamato 'El-'eljôn; cf. Num. 24, 16; Deut. 32, 8).

L'ebraico Malki-šedheq, trascritto da s. Girolamo Melchisedec (A. Vaccari [v. bibl.], p. 208) è spiegato da W. Gesenius ed E. Kautzsch «re di giustizia» (cf. Hebr. 7, 2); da molti moderni: «mio re è Šedheq», nome di una divinità cananea, d'altronde sconosciuta (cf. 'ădhônî-šedeq, Ios. 10, 3; P. Heinisch, Das Buch Genesis, Bonn 1930, p. 221).

M. si fece incontro ad Abramo, reduce dalla sua vittoriosa controrazzia contro i re di Mesopotamia, apportando per ristoro a lui e ai suoi 300 combattenti (cf. il Crisostomo: PG 53, 336) pane e vino; benedisse Abramo in nome di 'El-'eljôn e Abramo in cambio gli diede la decima parte di tutto il bottino (Gen. 14, 17-20). I termini adoperati (il verbo jāsā) e la stessa costruzione (ibid. 14, 18 sg.) non permettono di concludere che M. abbia anche offerto del pane e del vino in sacrificio; lo si può però ritenere certo, con la tradizione giudaica e cristiana, tenendo presente l'uso antico di consacrare con un sacrificio la vittoria ottenuta (A. Vaccari, P. Heinisch).

M. è tipo del Messia (Ps. 110 [109], 4), cui si applica benissimo lo stesso nome e quello della città nella interpretazione che ne fa s. Paolo (Hebr. 7, 2). Come M. il Messia è re e sacerdote; di M. non è data alcuna genealogia (ἀγενεαλήγητος, Hebr. 7, 3), che era invece necessaria per il sacerdozio levitico; così il sacerdozio del Cristo, per la sua origine eterna, non è legato ad alcuna parentela terrena, il Messia lo ha per diritto nativo e per investitura dallo stesso Dio (cf. Hebr. 5, 4 sgg.); quindi per sempre. M. benedice Abramo e ne riceve la decima, è pertanto superiore al patriarca e al sacerdozio levitico uscito dai suoi lombi; è il tipo della superiorità assoluta del supremo sacerdozio del Cristo su quello dell'antica legge (Hebr. 7, 1-28).

La tradizione cattolica vede inoltre nel sacrificio di M. la figura del sacrificio dell'Ultima Cena, che si rinnova nel sacrificio della Messa.

MELCHISEDECH - Il sacrificio di M. con ai lati rappresentati simbolicamente quelli di Abele e di Abramo. Musaico del sec. VI - Ravenna, chiesa di S. Apollinare in Classe.
MELCHISEDECH - Il sacrificio di M. con ai lati rappresentati simbolicamente quelli di Abele e di Abramo. Musaico del sec. VI - Ravenna, chiesa di S. Apollinare in Classe.(fot. Alinari)

Antiche tradizioni rabbiniche fanno di M. il sommo sacerdote dei tempi messianici (H. L. Strack-P. Billerbeck, Kommentar zum Neuen Testament aus Talmud und Midrasch, IV, Monaco 1928, pp. 453-65, 786); ma altre, più recenti, tendono ad abbassare M.: il suo sacerdozio fu dato ad Abramo, ecc. Questa tendenza vuol combattere la tipologia cattolica secondo l'interpretazione della Epistola agli Ebrei (J. Bonsirven). Filone dà al suo logos le note del misterioso M. (Leg. Aug., III, 79-82; Fug., 109).

I melchisedeciani (ca. 200 d. C.) lo consideravano come «una grande potenza»; altri ne facevano un angelo dalle apparenze umane. La maggior parte dei Padri rigetta questi elementi fantastici.

Bibliografia10 opere
BIBL.: G. Bardy, Melchisédech dans la tradition patristique, in Revue biblique, 35 (1926), pp. 496-509; 36 (1927), pp. 25-45; Fl. Ogara, Christus Rex «Sacerdot secundum ordinem M.», in Verbum Domini, 13 (1933), pp. 138-46; J. Bonsirven, Le judaïsme palestinien, I, Parigi 1935, p. 454 sg.; id., Exégèse rabbinique et exégèse paulinienne, ivi 1939, p. 305 sg.; A. Fernandez, Commentarius in Josue, ivi 1938, p. 136 sgg.; A. Vaccari, «M., rex Salem, proferens panem et vinum», in Verbum Domini, 18 (1938), pp. 208-14, 235-43; id., La S. Bibbia, I, Firenze 1943, p. 89 sg.; A. Médebielle, Épître aux Hébreux (La Ste Bible, ed. L. Pirot, 12), Parigi 1938, pp. 320-26; P. Heinisch, Teologia del Vecchio Testamento, trad. it., Torino 1950, pp. 41, 390 sg.

Francesco Spadafora

ICONOGRAFIA

Nell'arte cristiana primitiva M. quale sacerdote e re prefigura Gesù Cristo (Ps. 109, 4; Hebr. 7,

1-17). In uno dei mussici di S. Maria Maggiore in Roma, M. in abito sacerdotale, offre pane e vino ad Abramo che torna vincitore (Gen. 14, 14-20; Wilpert, Mosaihen, tav. 8). La stessa scena era rappresentata, nella Genesi di Vienna (f. 4, 8) e in quella di Cotton (f. 21 quasi tutto carbonizzato). In Ravenna nei mussici di S. Vitale e di S. Apollinare in Classe Abele e M. offrono i loro doni al Signore.

Clemente Alessandrino vede nel pane e nel vino offerto da M. ad Abramo il nutrimento santificato, in figura dell'Eucaristia (Stromata, IV, 161, 3). S. Cipriano osserva: « ma chi veramente fu più sacerdote dell'Altissimo se non Nostro Signore Gesù Cristo? Egli offrì a Dio suo padre lo stesso sacrificio che aveva offerto M. cioè il pane e il vino, ossia il suo corpo e il suo sangue » (Ep., 63, 4). Nella miniatura del codice di Cosma Indicopleuste M. è rappresentato nimbato orante in abito e corona regale (cod. Vat. gr. 699, f. 50). Più tardi M. è effigiato nella Cappella palatina di Palermo e in S. Angelo « in Formis ». Nel Sacramentario di Drogone di Metz nella lettera T del Te igitur sono effigiati Abele, Abramo, e M. In Gerusalemme, nella cappella detta di Adamo sul Golgota, era un altare dedicato a M.

Bibliografia3 opere
BIBL.: G. Bardy, Melchisiderò duas la tradit. patrist., in Revue bibl., 35 (1926), pp. 496-509; 36 (1927), pp. 25-45; H. Leclercq, s. v. in DACL. XI, 1, coll. 230-40.

Enrico Josi

Informazioni sulla voce

Di Francesco Spadafora, Enrico Josi

Fonte Francesco Spadafora: firma a stampa; Enrico Josi: firma a stampa

Testo originale: Enciclopedia Cattolica, vol. VIII (1952), coll. 635–637.

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vol. 8, coll. 637–638

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Spadafora, Francesco, and Enrico Josi. “Melchisedec.” In Enciclopedia Cattolica, vol. VIII, coll. 635–637. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1952. https://azioneromana.com/it/article/melchisedec.

MLA

Spadafora, Francesco, and Enrico Josi. “Melchisedec.” Enciclopedia Cattolica, vol. VIII, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1952, coll. 635–637. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/melchisedec.

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