MENSOLA. - In architettura, elemento portante, costituito da un blocco di pietra o legno (dal latino mensula = tavoletta) che sporge in parte dal muro in cui è incastrato, ed è quindi atto a sostenere altre parti architettoniche (architravi, balconi, travature di soffitti, ecc.) o decorativi (statue o guglie). Quando serve a sostenere ballato o sporti è generalmente disadorna e prende il nome di beccatello; si chiama modiglione quando la sporgenza dalla parete è mi- nore dell'altezza, e in questa forma è comunemente usata a sostegno di cornicioni.
Nell'architettura romanica la m. a sostegno di cor- nici è per lo più liscia o adorna di semplici foglie (serie di cornicioni per mensoline marcapiano caratterizzano i cam- panili romani del medioevo); mentre quando è sostegno a serie di archetto è per lo più scolpita con foglie attorte e teste umane e ferine. Frequentissima è questa fantasiosa decorazione con elementi figurati nell'architettura gotica, che usa anche largamente la m. a sezione di cono, detta a fondo di lampada, a supporto di statue o pinnacoli. Il Rinascimento anche nella decorazione della m. si ispira all'arte classica, con volute di acanto elegantemente attorte a forma di « S », o con palmette, foglie, intrecci, nei tipi più elaborati, come nei grandi modiglioni di Palazzo Fava a Bologna. Quando l'aggetto deve essere molto pronun- ciato, per evitare un effetto di eccessiva pesantezza si usa la m. a gattello, costituita da due o più m. sovrapposte: se sono elegantissimi esempi quelle scolpite da B. da Maiano per il pulpito di S. Croce a Firenze (1474) e quelle della cantoria del duomo di Modena. Le m. a fondo di lampada, per sostegno di pulpiti, hanno forma di cesto o di mezzo capitello ornatissimi; assumono forma più schiacciata e più complessa decorazione, con cornucopie, puttini, festoni, quando sorreggono tabernacoli. Infine il barocco complica all'estremo la m. con le più bizzarre forme decorative e finisce con il togliere anche a questo elemento ogni apparenza costruttiva.
Anche nell'arredamento le m. hanno la stessa fun-
zione portante, ma anziché essere incastrate nella parete vi sono appese con chiodi. Disposte in serie servono di sostegno a scaffali; isolate, a statue o vasi; in questo caso hanno la forma a fondo di lampada. Si dà il nome di m. anche ai tavoli a muro con zampe interiori infese e ravvicinate alla parete, detti in Francia consoles; ebbero gran voga e fastosissime decorazioni soprattutto nel Settore centro e l'uso continuò nell'arredamento neoclassico. Vedi tav. XLII.