MICHELE ONGARO, detto PANNONIO. - Pittore ferrarese, cosiddetto forse dal suo luogo di origine, m. prima del luglio 1464.
È del 1415 un pagamento per la dipintura di uno stendardo per la chiesa di S. Michele degli Unii; nel 1427 intesse un altro stendardo con margherite e diamanti. Si sa inoltre di sei angeli lavorati a cera, gettati in ottone in collaborazione con Niccolò Baroncelli e dati a dorare nel 1446; della decorazione della custodia lignea per l'ancona della Cappella ducale nel 1448; di affreschi eseguiti (1450) nella volta della sacrestia del duomo di Ferrara con l'Eterno circondato dai ss. Pietro e Paolo e Cherubini, nella Torre delle ore in Castello (1452) con S. Domenico, s. Tommaso e s. Pietro Martire, e sulla porta del Leone con il ritratto di Lionello d'Este. Dal 1454 pittore di corte, eseguì altri lavori decorativi, come una cortina del 1460, con la Creazione di Adamo ed Eva, ed è probabile che dal 1458 collaborasse con il Tura alla decorazione dello studio di Belfiore. Punto fermo della sua attività resta l'allegoria dell'Estate del Museo di Budapest, nella quale si spiega la ricchezza coloristica del maestro, la sua sapienza decorativa, in una commossa idealizzazione della bellezza verginale. Oltre alla Ceres di Budapest, vanno attribuiti al maestro, secondo il Berenson, il S. Bernardino ed il S. Luigi della Pinacoteca di Ferrara, un S. Antonio di collezione privata a Milano, lo Sposalizio della Vergine e l'Adorazione dei Magi della collezione Chatman.
610-42; R. Janin, Michel le Syncelle, in DThC, X, coll. 1710-1711 con l'indicazione degli scritti; Krumbacher, p. 166 sg., 186 sg.; BHG, nn. 1286-87.