MILIZIA, FRANCESCO

MILIZIA, FRANCESCO. - Teorico dell'architettura, n. ad Oria nel 1725, m. a Roma nel 1798. È un tipico razionalista, ma non senza venature di gusto neoclassico.

Le sue opere principali sono Principii di architettura civile; Dell'arte di vedere nelle belle arti del disegno secondo i principi di Sulzer e di Mengs; Saggio di architettura civile. Preoccupato per la bidimensionalità spaziale e per il problema della linearità orizzontale e verticale, polemizza contro la profondità pericolosa per temute soluzioni scenografiche; è contro la dialettica plastico-dinamica che Michelangiolo ha adottato nei suoi edifici: « chiese con facciate a due piani e internamente ingombrate da piloni »; « altari con colonne inutili sopra una catasta di piedistalli e con frontoni stravaganti » (Roma nelle belle arti del disegno, Bologna 1826, p. 456 sgg.). La polemica è più dura contro le « follie borrominesche » (« chiese con facciate a guisa di turbante »). Per il M., legato alle formole del determinismo architettonico statico e plastico, il bello nasce dalla stessa necessità strutturale (idee espresse pure da fra' Carlo Lodoli [1690-1761] e raccolte da A. Memmo negli Elementi d'architettura lodoliana, Roma 1786); qualche motivo pre-romantico compare però nel problema urbanistico: « è un gran male d'una città grande l'esattezza di uniformità » (Saggio di architettura civile, ivi 1827, p. 88).

BIBL.: M. Petrocchi, Razionalismo architettonico e razionalismo storiografico, Roma 1947, p. 34 sgg. Massimo Petrocchi
Cite this article

“MILIZIA, FRANCESCO.” Enciclopedia Cattolica, vol. VIII (1952), p. 603. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/milizia-francesco.