MICHELE, SINCELLO. - N. a Gerusalemme ca. il 761, m. ivi il 4 genn. 846. Venerato come santo dai Greci il 18 dic. Monaco esicasta della laura di S. Sabba a Gerusalemme, fu maestro dei celebri fratelli Grapti Teodoro e Teofane. Insieme a loro e al monaco Giobbe prese parte nelle controversie sul Filioque con i Benedettini olivetani della Città Santa, e sarebbe venuto a Roma per risolvere la questione, se non fosse stato trattenuto a Costantinopoli per le agitazioni della lotta iconoclasta. Ristabili nella capitale il monastero di Cora e fu nominato sincello dall'amico suo s. Metodio. Mantenne corrispondenza epistolare con s. Teodoro studita: scrisse un Libellus de fide orthodoxa (ed. a cura di B. de Montfaucon, in Biblioth. coisliniana, Parigi 1715, p. 90 sgg.) e Δέγας συντάξεως, e inoltre panegirici, discorsi, poesie; difficile però stabilirne l'autenticità.

Viceparroco a Cambo (1824), professore nel Seminario di Bétharram dal 1825 e rettore dal 1831 al 1833, mirò soprattutto ad illuminare il popolo a combattere il pregiudizio giansenistico nella frequenza dei Sacramenti; trasferiti i seminaristi a Bayonne, rimase a guardia del Santuario che vi era unito e pensò di fondarvi la nuova Congregazione dei Preti del S. Cuore di Gesù, che si occupassero delle missioni nelle parrocchie, degli esercizi spirituali, della educazione della gioventù. La prima a godere dell'opera fruttuosa dei novelli missionari fu la diocesi di Bayonne, cui apparteneva il Santuario, resa in poco tempo una delle regioni più cristiane della Francia. L'Istituto crebbe e si dilatò in Francia e anche all'estero, specialmente nel Sudamerica, accrescendo le fatiche del Santo, ma anche la sua fiducia in Dio e lo spirito di penitenza, con cui voleva riparare per le anime e strappare a Dio le più meravigliose conversioni.
Fu beatificato da Pio XI il 10 maggio 1927; canonizzato da Pio XII il 6 luglio 1947.