MEAUX, DIOCESI di. - Città e diocesi nel dipartimento di Seine-et-Marne (Francia). Ha una superficie di 5664 kmq. con 407.137 ab., dei quali 350.000 cattolici. La diocesi è divisa in 2 arcidiaconati; 5 arcipreture e 29 decanati, 531 parrocchie servite da 301 sacerdoti secolari e 21 regolari; conta 8 comunità religiose maschili e 83 femminili (Ann. Pont., 1951, p. 267). È suffraganea di Parigi.
Anche M. ebbe un catalogo episcopale alla fine del sec. IX ricordato dal vescovo Ildegario nella vita di s. Farone. Primo vescovo è stato Desiderio, 19º Valdeberto, 20º Farone, 36º Ildegario; ma Desiderio, posto per primo nelle liste, fu invece vescovo di Parigi e Valdeberto fu abate di Luxeuil; possono riconoscersi vescovi di M. Rigomero, ricordato il 28 maggio nel Martirolegio geronimiano; Medoveco, presente al Concilio di Orléans (549); Gundoaldo, intervenuto al Concilio di Parigi (614) e di Clichy (627); Burgnodofaro (643), ricordato al 28 maggio nel Geronimiano, e Ildeberto al 27 maggio; Erlingo, noto da un privilegio del 683; Romano, al quale scrisse papa Zaccaria nel 748; Vulfrano, presente a Roma nel 769; Ugberto, presente al Concilio di Soissons e di Verberie (853); Ildegario, al Concilio di Senlis (856); Ragenfrido, a quello di Ponthion (876); Sigimondo, fatto prigioniero dai Normanni nell'888 quando conquistarono M.; Agelranno, presente a Reims alla consacrazione del vescovo Eriveo. In epoca più recente si ricor-

Uno dei santuari più venerati fu la chiesa abbaziale del vescovo s. Farone, oggi distrutta e di cui si conosce la pianta di Villard de Honnecourt.
M. fece parte del Regno di Austrasia, fu presa poi dai Normanni nell'887 che bruciarono la città e fecero prigioniero il vescovo Sigimondo. Nel sec. x Tibaldo, conte di Troyes, divenne anche conte di M.; suo figlio Oddone I l'incorporò alla contea di Champagne. Allora M. acquistò importanza commerciale. Fu poi riunita alla corona di Francia da Filippo il Bello nel 1285. Nel 1385 soffrì per la rivolta della Jacquerie. Nel 1422 fu presa da Enrico IV d'Inghilterra; riconquistata nel 1439, soffrì durante le guerre di religione; nel 1562 gli ugonotti saccheggiarono le chiese.
La Cattedrale è dedicata a s. Stefano. Il vescovo Ildegario nella metà del sec. IX, nella vita di s. Farone, parla della chiesa di M. Ma le origini restano oscure. Nel XII vi erano già alcuni canonici. Nel 1723 il card. de Bissy, scavando per costruire la sepoltura per i vescovi, rinvenne sotto la Cattedrale una cripta, avanzi di colonne e un capitello del sec. XI; altri resti di simili colonne si trovarono nel 1840, insieme con avanzi di materiali calcinati e ceneri che fecero pensare all'incendio dei Normanni. È certo che nel 1798 vi fu sepolta Maria di Francia, figlia di Luigi VII e moglie del conte Enrico I di Champagne. Fra il 1225 e il 1235 l'architetto Villard de Honnecourt disegnò il « presbyterum Pharanonis in Miasus » e « les ligements de l'église Miasus de St-Etienne ». L'edificio però fu rifatto nel 1253 al tempo del vescovo
Pietro de Cuisy e l'architetto fu Gautier de Varinfroy. Una nuova cappella e altri lavori furono però fatti eseguire nel 1322 da Carlo il Bello; Rose, un ricco mercante di M., vi aggiunse la cappella del S.mo Sacramento; più notevoli furono il restauro iniziato nel 1335 su disegno di Nicola de Chaume che durò oltre il 1390 e nuovi lavori dal 1459 al 1500. Poi vennero i danni degli ugonotti nel 1563, la distruzione dei reliquiari del Tesoro, del coro, delle statue, ecc.; quindi le trasformazioni del card. De Bissy (1723-31); buoni restauri nei primi decenni del sec. XX hanno riportato la Cattedrale al disegno primitivo.