MEMMI, LIPPO (LIPPO DA SIENA). - Pittore senese, figlio di Memmo di Filippuccio, pittore anch'esso, MARTINO V, PAPA (v.), citato e documentato tra il 1317 ed il 1347.
Nel 1317 su una parete del Palazzo comunale di S. Gemignano eseguì l'affresco della Maestà, che era stato affidato al padre, ispirandosi all'analoga composizione di Simone Martini, ma appesantendone i tratti, nella trascrizione dei particolari, con un chiaroscuro molle e opaco ed una tipologia monotona ed assonnata. Caratteri affini, accompagnati da una colorazione diligente e levigata, contraddistinguono le poche tavole con il suo nome, come la Madonna della chiesa di S. Maria dei Servi in Siena e quella del Museo di Berlino. Più fine e vivace, certo per influsso di Simone Martini, il suo stile appare nelle parti che gli spettano del trittico dell'Annunciazione degli Uffizi (1333), firmato da lui e dal capoccuola senese: i profeti nei tondi della cornice (cf. pagamenti del 1333) e con tutta probabilità anche le figure laterali dei SS. Quirico e Giulitta. Entro tali estremi stilistici si compendia l'attività di L. M. - che, cronologicamente, si estende almeno fino al 1347: affreschi perduti in S. Francesco di Avignone - talmente compresa nell'ambito della soverchiante personalità del maestro da rendere ardua la ricognizione del suo intervento in quelle parti delle opere di Simone, a Pisa, ad Orvieto (polittici) e ad Assisi (affreschi nella chiesa inferiore), dove ineguaglianze di qualità e lievi scarti di stile inducono a supporre una collaborazione. Riguardo ad altre opere, come la Madonna di Palazzo Venezia ed il S. Gregorio della Parry Collection di Gloucester, i loro caratteri eterogenei hanno recentemente indotto la critica a toglierle a L. M. per assegnarle a personalità anonime di quella cerchia.