Nei lavori di esso sostenne energicamente s. ALESSANDRO (v.) contro i partigiani di Nestorio; ma gli all'inizio aveva loro vietato l'uso delle chiese e negato il permesso di celebrarvi la festa della Pentecoste.
Dal Conciliabolo degli Orientali fu deposto insieme con Cirillo, ed imprigionato, ma subito liberato per ordine dell'imperatore Teodosio e lasciato nella sua sede. Si conserva una sua lettera al clero costantinopolitano.
BIBL.: Tillemont, XIV, pp. 295-485; Hefele-Leclercq, II, pp. 234-48; M. Jugic, *Le decret d'Ephèse sur les formules de foi et la polémique antichalique en Orient*, in *Echos d'Orient*, 30 (1931), pp. 257-70; C. Hole, s. V. in *Dictionary of Christian biography*, III, p. 901 sg.