MERNEPTAH (« L'AMATO DA PTAH »)

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MERNEPTAH (« l'amato da Ptah »). - Faraone della XIX dinastia, noto anche come Meneptaq o Mineptaq, figlio e successore di Ramesses (Ramses) II, regnò, secondo le varie cronologie, dal 1234 al 1214, o dal 1226 al 1206, o dal 1244 al 1224; combatté contro la Siria Meridionale ribelle, contro i Libi e contro la Nubia.

Quattro importanti iscrizioni furono scoperte con il nome di questo re: la grande iscrizione di Karnak, la colonna del Cairo, la stele di Athribis e il cosiddetto « Inno della vittoria », scoperto a Tebe presso i colossi di Memnon (P. Lacau, in Cat. génér. des Antiquités du Caire, Le Caire 1909, n. 34025 verso), che celebra fra l'altro la sottomissione di Gezer, della Palestina e la distruzione di Israele (1-5-1-1-1).

Una lunga tradizione, che risale a Champollion Figeac, al Lepsis, al Brugsch, al Mariette e al Mapere, e ha tuttora segnato convinti, fa di lui il Faraone dell'Esodo (Ex. 1, 14), non senza opposizioni (v. EGITTO).

La tomba di M. era a Biban el-muluk (Tebe), il tempio funerario presso il Ramesseo; la cassa è ora al Museo del Cairo.

BIBL.: H. Gauthier, Le livre des rois d'Egypte, III, Cairo 1914, pp. 113-26; K. Mikketa, Der Pharao des Auszuges, in Biblische Studien, 8 (1903), n. 2; B. Gunn - A. H. Gardiner, In Journ. eg. archaeolog. 5 (1918), p. 36 sgg.; A. Mallon, Les Hébreux en Egypte, Roma 1921; J. H. Breasted, Histoire d'Egypte, trad. franc., II, Bruxelles 1926, p. 487; id., Ancient records of Egypt, III, Chicago 1927, pp. 238-73; P. Bovier La Pierre, Précis de l'histoire d'Egypte, I, Parigi 1932, p. 162 sgg.; E. Drioton - J. Vandier, L'Egypte, ivi 1946, pp. 364, 414 sgg.; P. Gilbert, Equipes d'une histoire de l'Egypte ancienne et du sur culture, Bruxelles 1949, p. 71 sgg.