METSYS (MASSYS), QUENTIN. - Pittore, n. a Lovanio nel 1466, m. ad Anversa nel 1530. Lo si trova ad Anversa nel 1491, dove nel 1493 si iscrisse alla gilda dei pittori rimanendovi fino alla morte.
Fin dalle prime opere appare quella dualità di medievale e di rinascimentale, di mistico e di umanamente realistico che è tipica in lui. Già nella Vergine con il Bambino (Museo di Bruxelles) assimila nella composizione e nello sfumato principi leonardeschi, mostrandosi insieme delicato colorista. Ma preponderante è la tradizione del primo Quattrocento, che caratterizza anche le altre sue Madonne (Berlino, Londra, Anversa, ecc.).
Fondamentale per l'arte fiamminga in generale è il gran Retable con storie di s. Anna (Museo di Bruxelles) del 1509, nel quale si ammira un'ampia coordinazione dei movimenti e delle immagini, ed un colore che con delicati trapassi dà nuove vibrazioni di forme e di luci. La tendenza realistica, rappresentata soprattutto nell'altare per la Corporazione dei falegnami (cattedrale di Anversa, ora al Museo [1508-11]), sfocia più tardi in veri quadri di genere (Il Banchiere e la moglie, 1514, al Louvre; l'Amor disegnale, collezione Portualès, Parigi, ecc.), in caricature, come nella Donna mostruosa della collezione Hugh Blaker (Londra), o in ritratti, assai numerosi (tra cui celebri quelli di Erasmo e di Tommaso Moro) nei quali, forse per influenze della cultura italiana, la morbidezza dei passaggi di chiaroscuro e di tono conduce all'idealizzazione quasi magica dei dati naturali. Infui inoltre su Josse van Cleve, sul Maestro della Maddalena Manai, sul Maestro del Trittico Morisson, sullo stesso Gérard David, su Goossen van der Weyden, e da lui mosse il paesaggista Ioachin Patinir, che collaborò con lui nella Tentazione di s. Antonio (Prado).