MIDHRAËS. - Interpretazione omiletica della
Bibbia, per opera dei rabbini dei secc. ca. II-X.
Il termine proviene da dāraś, che, sia nelle forme del
verbo sia in quelle del sostantivo, ricorre già nel Vecchio
Testamento; nell'ebraico postbiblico significa: «ricerca
del significato, indagine, spiegazione», studio teorico in
opposizione alla prassi, «interpretazione, esposizione» del
senso della Scrittura (aramaico dāraś).
Il m. tende a dedurre dal testo sacro quanto ne-
cessitava per l'osservanza precettistica che dalla fine
del periodo profetico, attraverso l'attività dei primi
dotti («scribi»), diventa d'interesse ognor più vivo.
Il m. diventa così l'ulteriore sviluppo della «Legge»,
ora detta hālākhāh (v.), «norma pratica». Nel pe-
riodo dei tannaiti (v.), il m. è ricco di elementi pre-
cettistici, che lentamente cedono il posto ad altri,
haggadici (v. AGGADA), omiletici, narrativi, ri-
creativi, ricchi di parabole e narrazioni storiche, di
meditazioni, di espressioni affettive e consolatici.
L'interpretazione midthrāśica segue un'ermeneutica
particolare e, dato il fascino che esercita sugli uditori,
è il cibo dell'anima popolare. Dall'inizio del sec. III
d. c. si comincia a fissare la produzione midthrāśica
in scritto. Nel periodo dei gā'ōnīm (v.) prevale l'indi-
rizzo nomistico. Più di recente il m. è sostituito da
raccolte di prediche, o da studi storici e scientifici.
L'omelia midthrāśica comincia con un esordio («aper-
tura»): pētīlāh), in cui il m. si allaccia a qualche testo
scritturale (profetico o agiografico o sapienziale). Il m.
si estende però in raccolte che hanno per base quasi
tutti i libri del Vecchio Testamento.
Fra i m. di carattere tannaitico figurano la Mēkhilthā'
(«misura»), Siphrā' («Libro») e Siphrē («Libri») che
commentano l'Esodo e il Deuteronomio. I principali m.
di carattere haggadico sono: il m. rabbāh (Pentateuco e
i m. meghillōth), la Pēsīqātā, Falqūt. La «perla» della let-
tratura midthrāśica omiletica è il Tannā' dēbē 'Ēlījāhū.
Di carattere esoterico-gnostico è il «Libro della crea-
zione» (Sēphēr jēsīrāh), cabala (v.).
Molti m. furono tradotti, in particolare dal Wünsche,
tedesco.