MISERENTISSIMUS REDEMPTOR

«MISERENTISSIMUS REDEMPTOR». - Esordio dell'enciclica di Pio XI (9 maggio 1928) sul dovere della riparazione al S. Cuore di Gesù (AAS, 20 [1928], pp. 165-78).

Il Papa afferma che il culto al S. Cuore ha due forme principali: la consacrazione (offerta totale del proprio essere e delle proprie cose a Dio) e la riparazione (espiazione delle offerte arrecate all'Amore inerente). Della prima Pio XI ricorda d'aver trattato nell'enciclica. Quasi Primas (1925), con cui stabilì la festa di Cristo Re, come complemento della consacrazione del genere umano al S. Cuore, fatta da Leone XIII nel 1900 (cf. encic. Annum Sacrum del 1899). Del dovere della seconda il Pontefice addita, con ricchezza di dottrina, le profonde ragioni nelle leggi della giustizia e dell'amore e conclude che tutto il genere umano deve riparare il peccato e le offese arrecate a Dio, in unione con l'unico Mediatore (solidarietà con Cristo): a) per la richiesta fattane dallo stesso Gesù nelle religazioni a s. Margherita Maria, b) per la ripercussione dei nostri atti di ammenda su quanto avvenne nell'agonia del Capo e sulla Passione prolungata nei secoli nel Corpo Mistico, c) per le condizioni attuali della società, che sembra aver congiurato contro i diritti di Dio. L'insigne documento termina esortando tutti i fedeli a colti-vare lo spirito di riparazione, già diffuso da diverse conseguazioni e famiglie religiose.

La devota e dottata enciclica, che segna una tappa gloriosa nel secolare movimento della devozione al S. Cuore, contiene affermazioni e spunti particolarmente interessanti per la teologia dogmatica: il significato intimo o il mutuo rapporto della consacrazione e della riparazione, la solidarietà soprannaturale degli uomini in Cristo, la Chiesa come prolungamento mistico del Redentore, i due momenti della Redenzione (oggettivo e soggettivo), il regale sacerdotium di tutti i fedeli e la loro partecipazione al sacrificio della Messa, lo spirito di benintenzia proprio dei battezzati. Di quest'ultimo argomento Pio XI offrì ampi profondi sviluppi nella susseguente enciclica. Caritate Christi compulsi, emanata il 3 maggio 1932 (AAS, 24 [1932], pp. 177-94).

Bibl.: P. Galtier, Le Sacred-Cœur, Textes Pontificaux, Parigi 1936 (riproduce e commenta tutti i testi pontifici concernenti il culto del S. Cuore: l'enciclica appare nella sua cornice storico-ideologica); E. Mersch, Le Corps mystique du Christ, II, 2ª ed., Bruxelles 1936, pp. 363-64.