spare Del Bufalo (v.) nel 1815, a Giano dell'Umbria;
Gregorio XVI ne approvò la Regola il 17 dic. 1841.
Ha come fine la diffusione del culto al Preziosissimo
Sangue mediante la predicazione, specialmente delle
missioni, sia tra i cristiani che tra gli infedeli. Ab-
braccia anche le più moderne forme di apostolato.
I M. vivono in comunità, non legati da voti,
ma da una promessa di fedeltà, nella osservanza delle
Costituzioni, scevre di austerità, modellate sui sacri
canoni. Vestono come il clero secolare e durante la
predicazione portano sul petto un crocifisso pendente
dal collo con una catena.
La Congregazione, pur tra le immancabili diffi-
coltà, incontrò subito largo favore, rivelandosi un
efficace strumento della Provvidenza per risanare la
società da tutto quel fermento di rivoluzioni, di
lotte e di sètte che caratterizza il sec. xix. Pio VII
trovò in essa un valido mezzo per estirpare il bri-
gantaggio sviluppatosi nello Stato Pontificio durante
il periodo napoleonico. Sacerdoti zelanti, prelati illu-
stri, vescovi, tra cui s. Vincenzo Strambi, mons. Ma-
stai Ferretti (poi Pio IX) e cardinali, attratti dal
grande ideale del b. Del Bufalo, si unirono a lui
come ausiliari, prendendo parte alle sue missioni.
Nacque così a fianco dei M. effettivi un'istituzione
di M. ausiliari che scrisse pagine gloriose di aposto-
lato e contribuì molto all'affermazione dell'opera na-
scente. La Congregazione si diffuse rapidamente in
Italia e subito dopo la morte del fondatore anche al-
l'estero. Oggi, oltre che in Italia, conta i suoi nume-
rosi centri in Austria, Germania, Svizzera, Spagna,
Portogallo, Stati Uniti d'America, Cile e Brasile,
dove regge una vasta Missione tra gli indigeni delle
Amazzoni. Uomini insigni per santità e dottrina, tra
cui il servo di Dio d. Giovanni Merlini, d. Biagio
Valentini, d. Vincenzo Tani e d. Enrico Rizzoli,
vescovi e scrittori hanno onorato le sue file.