MONSABRÉ, JACQUES-MARIE-LOUIS

MONSABRÉ, JACQUES-MARIE-LOUIS. - Celebre oratore domenicano, n. a Blois il 10 dic. 1827, m. a Le Havre il 22 febbr. 1907. Di temperamento gioviale ed ardente, subì presto il fascino della vita apostolica dell'Ordine dei Frati Predicatori, la cui restaurazione in Francia veniva al-

della fine del sec. IX una cappella dedicata alla Madonna la quale, incorporata definitivamente a Ripoll, fu trasformata in cenobio fra il 1023 e 1025 per opera dell'abate e vescovo Oliba. Verso la fine del sec. XI appartenne per qualche decennio insieme con Ripoll alla confederazione monastica di St-Victor di Marsiglia come semplice priorato. L'indipendenza da Ripoll di fatto non venne ottenuta che sotto il priore Giacomo de Vivers (1348-75). In questo momento M. raggiunge il massimo grado di potenza feudale, essendo considerato dai re d'Aragona come « uno Stato dentro il suo regno » (Pietro III). Durante lo scisma di Occidente il monastero rimase sempre a fianco dei papi, nonostante le fluttuazioni dell'ubbidienza verificatesi nella Catalogna. L'ultimo priore, Vincenzo de Ribes, fu fatto cardinale da Gregorio XII, mentre Benedetto XIII entrava nel monastero e lo elevava ad abbazia (1409), dignità non ottenuta prima per motivi politici dei sovrani ed economici di Ripoll.

Nel sec. XV si succedono alcuni grandi abati: Marco de Vilalba (1409-39), delegato al Concilio di Costanza, Antonio Pietro Ferrer (1450-71) e Giovanni de Peralta (1483-93). Con il card. Giuliano della Rovere si ebbe l'unico abate commendatario (1472-83) che non visse mai nel monastero; a lui si debbono però parecchie costruzioni, e la concessione di numerosi privilegi durante il suo pontificato. Dopo una riforma tentata a metà del secolo da monaci cassinesi, ed essendo in fiore l'ordinamento spirituale per opera dell'abate de Peralta, fu introdotta per autorità regale l'osservanza della Congregazione di Valladolid (1493), per mezzo del noto Garcia de Cisneros. Un eremita di M., Bernardo Boil, accompagnava in quegli anni, come delegato apostolico, le navi di Colombo alla scoperta dell'America; forse per questo una delle prime isole scoperte si chiamò Montserrat. Sotto Cisneros il monastero ebbe una vera scuola di mistici e scrittori

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(per cortesia del p. Priore di M.) MONSERRATO, SANTA MARIA di - Veduta panoramica dell'abbazia.
ascetici, da cui trasse profitto lo stesso s. Ignazio che ivi vagliò le sue armi spirituali nel 1522. Nel 1499-1500 e 1518-26 il monastero possedette una stamperia celebre. Durante i secc. XVI-XVII M. conobbe un grande splendore culturale. Le principali discipline ivi coltivate furono la S. Scrittura (Lloret, Capellades, Ricci), la teologia (Malvenda, Tàpies, Escaules), l'ascetica e la mistica (ven. Cisneros, ven. Chanon, ven. Alfonso de Burgos, Garriga, ven. Giuseppe di S. Benedetto, chiamato «de les Llànties»), la pittura (G. Andrea Ricci, Barre), la musica, accanto alla direzione della Escolania (che risale al sec. XII; Marqués, Lopez, Cererols, Viola, Casanovas), le lettere classiche (Brenach, Solà), la storia (Burgos, Montegut, Gener, Guerin, Ribas, Bragado) e scienze fisiche (Ametller, Castell). Soprattutto notevole in questi secoli è la espansione della devozione alla vergine di M. in molti paesi dell'Europa centrale e dell'America meridionale. Sono molte le chiese, anche cattedrali ed abbaziali, a lei dedicate; in Italia soltanto, non ve ne sono meno di 150 fra altari, cappelle e chiese. Sormontate non poche difficoltà, dovute alla convivenza di monaci catalani e castigliani, che si succedevano nel regime abbaziale temporale, si arrivò con splendore all'inizio del sec. XIX. La distruzione quasi totale del monastero nell'incendio causato dalle truppe napoleoniche nel 1811, e la conseguente spogliazione, continuata poi dal governo nel 1835, rovinarono l'opera di secoli. Nel 1844 la comunità ritornò al monastero dopo una forzata esclustrazione di 9 anni. Si deve all'ardore monastico degli ultimi abati, e specialmente a Michele Muntadas (1865-85) e Antonio Marcet (1912-46) se, attualmente sotto l'abate Aurelio Escarré, il monastero ha riacquistato il suo antico splendore religioso e culturale. Nell'ultima guerra civile spagnola (1936-39) il monastero vide 23 dei suoi monaci uccisi dall'odio anarchista. La S. Icone della Madonna (fine del sec. XII, in legno policromo), coronata canonicamente nel 1881, fu solennemente intronizzata dal card. legato Arce nel 1947, sul nuovo trono prezioso, con lampade d'argento e musaici offerti dai devoti catalani di tutto il mondo.

Dal sec. XII in seguito ai primi miracoli, attestati per iscritto, cominciarono i pellegrinaggi, sempre più numerosi nei secoli seguenti. Nel 1225 si istituì la Confraternita della Madonna che ben presto annoverò vescovi, re e papi tra i suoi iscritti (nuovi regolamenti nel 1445, 1881). Già nel sec. XIV la fantasia, seguendo la pietà popolare, rivestì le origini un po' oscure con le leggende più belle e poetiche che trovò. I poeti di tutti i tempi hanno cantato i suoi miracoli e bellezze, dal re di Castiglia Alfonso il Saggio, nelle sue Cantigas, a Lope de Vega, Verdaguer e Sagarra; benché non sia vera la relazione con la leggenda del S. Graal, accennata tante volte a proposito del Parsifal wagneriano. Nei secc. XVII-XIX si vede la Congregazione benedettina di M. estendersi in Austria, Boemia e Brasile, nonché nell'Australia ed Isole Filippine. Oggidì i pellegrini che salgono annualmente al Santuario raggiungono non di rado i 500.000.

La chiesa (basilica dal 1881) è della seconda metà del sec. XVI (decorazione interna fine sec. XIX e XX); dell'antica rimane soltanto la porta con sculture romaniche (sec. XII). Il campanile è una vecchia torre di difesa (secc. XIV-XVI); il chiostro gotico fu fatto al tempo del card. Della Rovere (ca. 1480); il monastero data dal 1755 al 1764. Nelle vicinanze (2 km.) rimane in piedi la chiesa monastica di S. Cecilia consacrata nel 957, con resti di pitture murali coeve. Sparse per la montagna vi sono ancora parecchie cappelle, abitate in altro tempo da eremiti; le più vecchie conservate sono: S. Margherita (visigotica, sec. VIII o IX ?), S. Paolo (sec. XI e XII), S. Aciscio (dentro l'attuale monastero, sec. XI e XIII), S.ma Trinità (resti sec. XV).

Il monastero possiede una biblioteca (ca. 170.000 voll., 1150 manoscritti, 400 incunaboli, 30.000 fascicoli), un archivio musicale (2000 mss.) un archivio (5000 pergamene, ca. 30.000 documenti sui monasteri catalani), una pinacoteca (più di 300 dipinti: Perin del Vaga, Sassoferrato, il Francia, il Greco, van Dyck, Ricci, Morales, Bermejo, Berruguete, tavole catalane del sec. XV, moderni), un museo egittologico e biblico e una stamperia che pubblica

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(per cortesia del p. Priore di M.) MONSERRATO, SANTA MARIA di - Statua lignea di Maria s.ma. di arte spagnola (primi anni del sec. XIII).
le seguenti collezioni: la Bibbia de M., versione catalana e commento (in 20 voll. di testo e 10 illustrazioni, Ubach, Obiols, Augé, Junqué, Riera, Bellet; in corso di pubblicazione), Analecta Montserratensia e Catalonia Monastica (collezioni storiche; 7 e 2 voll. rispett.), Mestres de l'Escolonia de Mont. (5 voll., Pujol), Místics de Mont., Biblioteca Monástica, Biblioteca Litúrgica, ecc.

BIBL.: P. de Burgos, Libro de la historia y milagros de Na. Sra. de M., Barcellona 1514, edita più volte; G. Argaiz, La perla de Cataluña, ivi 1677; A. Albareda, La imprenta a M., in Anal. montser., 2 (1919), pp. 11-166; id., Els darrers priors de M., ibid., 4 (1922), pp. 191-201; id., Els primers abats de M., ibid., 5 (1924), pp. 293-359; id., Bibliografia dels Monjos de M. (sec. XVI), ibid., 7 (1928), pp. 11-301 (tutti questi studi anche in tiratura a parte); id., L'abat Oliva fundador de M., Monserrato 1931; id., Historia de M., 2ª ed. ivi 1946; id., Sant Ignasi a M., ivi 1935; W. von Humboldt, Der Montserrat bei Barcellona, Berlino s. a.; A. Farinelli, Montserrat Poesia y otros ensayos, Barcellona [1940]; Revista montserratina, 1907-16; Bulleti del Santuari, Monserrato 1929-36. Anscario Mundó
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“MONSABRÉ, JACQUES-MARIE-LOUIS.” Enciclopedia Cattolica, vol. VIII (1952), p. 796. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/monsabre-jacques-marie-louis.