MONTALTO, DIOCESI DI

MONTALTO, DIOCESI di. - Città e diocesi in provincia di Ascoli Piceno. Conta 32.351 ab. quasi tutti cattolici, distribuiti in 34 parrocchie, servite da 58 sacerdoti diocesani e 10 regolari; ha un seminario, 2 comunità religiose maschili e 12 femminili (1949).

La diocesi fu eretta da Sisto V con la bolla Super universas del 14 nov. 1586 per smembramento delle diocesi di Fermo e di Ascoli. Primo vescovo fu P. Emilio Giovannini (24 nov. 1586-1605) e tra i successori si segnalarono: P. Orsini (1608-40) che convocò il I Sinodo; G. Cadebò che eresse il Seminario nel 1653, nel convento di S. Agostino; A. Paganelli (1673-1710) per l'attività spiegata nei sinodi e sacre visite; F. A. Marcucci ascolano (1770-98), il quale, essendo stato nominato vice-segretario in Roma (1774-85), amministrò la diocesi per mezzo di vicari (A. Rossi-Brunori, La vita e le istituzioni di mons. Marcucci, Ascoli Piceno 1917) e accompagnò il papa Pio VI nel viaggio a Vienna del 1782. Infine F. Saverio Castiglioni di Cingoli (1800-16): creato da Pio VII vescovo di M., fu esiliato dal governo francese di occupazione nel 1808 e trasferito a Pavia, Mantova e Milano; ritornò nella sua diocesi nel 1814. Creato cardinale nel Concistoro dell'8 marzo 1816 e trasferito a Cesena, sua patria, divenne pontefice col nome di Pio VIII (1829-30).

Dal 1589 la diocesi di M. è suffraganea di Fermo. La storia di M., antico castello appartenuto ai Benedettini

di Farfa, deve la sua maggiore fama al papa Sisto V; la famiglia di Piergentile Ricci (Peretto), padre del futuro papa, era di M.; sebbene nato a Grottammare, il Papa considerò M. sua terra di origine, dove aveva fatto la professione religiosa nel convento di S. Francesco (1532). Sisto V (1585-90), eretta la diocesi e dichiarata M. città, la esentò da ogni dazio, le concesse la zecca, conferì al magistrato, come al Capitolo cattedrale, privilegi ed insegne, e fece dono di preziosi oggetti ed arredi sacri alla chiesa cattedrale. Per volontà dei Papa fu stabilita a M. la sede di un governo autonomo (presidato), sciolto dalla giurisdizione di Macerata, che comprendeva le terre di Ripatransone, M. Monaco, M. Fortino. Le controversie sorte tra i vescovi di M. e gli abati commendatari di Farfa, per determinare le rispettive giurisdizioni, furono appianate con una transazione negoziata dal vescovo C. Cancellotti nel 1664 e poi ancora nel 1666 e ratificata dal papa Alessandro VII col breve Ex debito del 21 giugno dello stesso anno. Il presidiato continuò fino al 1816.

MONUMENTI: Cattedrale: le fondamenta del tempio di vaste proporzioni furono gettate durante il vescovato di P. Emilio Giovannini (1586-1605) e i successori continuarono la costruzione, che fu condotta a termine sotto il vescovo Eleonoro Aronne (1847-87); il portico fu innalzato dal vescovo L. Bonetti (1887-1911). Il disegno primitivo è di G. Rinaldi, la torre, cupola e porticato sono dell'architetto L. Paoletti; le pitture recenti nell'interno sono di L. Fontana. S. Agostino, di origine medievale (sec. XIII ca.); nel 1653, nel convento annesso, fu istituito il Seminario, ma l'edificio è quasi demolito. Convento-chiesa di S. Francesco delle Fratte ove emise i voti, da religioso francescano, Sisto V (1532).

Tesoro: nella chiesa cattedrale si conserva un grande reliquiario (alt. 66 cm.) d'argento e d'oro, con pietre preziose, donato da Sisto V (28 luglio 1586) (F. Pistolesi, Altadunensia, Montalto 1920, pp. 17-21).

BIBL.: F. Pistolesi, Notizie biografiche dei vescovi di M., Montalto 1912; L. Bartoccetti, Serie dei vescovi delle diocesi marchigiane, in Studia Picena, 15 (1940), pp. 97-101. Serafino Prete
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“MONTALTO, DIOCESI DI.” Enciclopedia Cattolica, vol. VIII (1952), p. 802. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/montalto-diocesi-di.