MOORE, ARTHUR. - Conte ed uomo politico, n. nel 1849 a Liverpool, m. nel 1904 a Moorecroft, Tipperary (Irlanda). Eletto deputato nel 1874, sostenne in Parlamento la riforma agraria, un migliore trattamento dei fanciulli nelle fabbriche, l'educazione universitaria per i cattolici irlandesi e l'Home Rule. Nel 1877 il Papa gli conferì il titolo di conte.
Era persuaso che la questione irlandese dovesse risolversi legalmente e non con una politica di violenze e di agitazioni. Non approvò pertanto integralmente il programma della Lega agraria (Land League) e della Lega nazionale (National League) e votò in favore della seconda lettura del progetto di legge Gladstone sulla terra, sebbene Parnell ed altri suoi amici se ne astenessero. Convinto della bontà delle sue idee non volle legarsi troppo strettamente ai suoi amici politici per non correre il rischio di perdere l'indipendenza e la libertà di giudizio. A seguito della riforma elettorale del 1885, che privò Clonmel di un suo rappresentante ai Comuni, M. lasciò la Camera. Continuò tuttavia a servire senza sostare la causa dei cattol

Ha lo scopo di presentare ampio e copioso materiale per lo studio di quanto riguarda i popoli, le lingue, la cultura della Cina e dei paesi limitrofi, non escluso il campo dell'etnologia e della preistoria. Oltre
lici e degli Irlandesi con generose oblazioni a scuole, chiese, convinti; pubblicò per difesa della religione articoli su riviste e giornali e tenne discorsi e conferenze. Era assai religioso: le pratiche del culto erano per lui esperienza intima vivamente sentita.