MORELLY. - Scrittore politico francese, di cui si sa solo che visse verso la metà del sec. XVIII e che abitò a Vitry-le-François.
Sotto il suo nome vanno varie opere di dubbia attribuzione. Sicuramente dello stesso autore sono i due scritti più noti, il Naufrage des îles flottantes ou la Basiliade, (Messina [ma Parigi] 1753), e il Code de la Nature (Amsterdam 1755) « Partout chez le vrai sage », come esplicitamente afferma il Code. Il primo narra, in forma poetica, la vita felice di una società egualitaria contro la quale naufragano i pregiudizi (le îles flottantes) degli uomini. Nel Code, attribuito a Diderot e a Toussaint, l'ideale comunistico è ripreso con intenti scientifici. Partendo dalla premessa della bontà naturale dell'uomo, l'eguaglianza assoluta, attuata attribuendo ogni proprietà allo Stato, è considerata unica soluzione che impedisca all'uomo di cadere nel male. Educazione e religione, fondate sulla natura, abbandonano ogni ricerca o nozione metafisica. Un complesso sistema di elezioni assicura il governo dei più esperti e dei più saggi. Tale concezione esercitò grande influenza su Babeuf e gli egualitari durante la Rivoluzione Francese.
philosophiques, économiques et politiques, Poitiers 1909. Cf. inoltre del Code la traduzione di M. E. Landau e l'introduzione di V. Volgin (Mosca 1947, in russo). Sergio Cotta