MORIN (Morinus), JEAN. - Teologo e studioso di critica testuale biblica, n. a Blois nel 1591, m. a Parigi il 28 febb. 1659. Nato da genitori calvinisti, fece gli studi di filosofia, diritto, teologia, lingue orientali nell'Olanda, in ambiente protestante. Ritornato in Francia, si convertì alla Chiesa cattolica (1617) ed entrò nell'Oratorio (1618). Su invito di papa Urbano VIII, collaborò a Roma nel 1639-40 al progetto di riunire la Chiesa greca a quella latina, specialmente nelle discussioni sul valore delle ordinazioni nella Chiesa orientale. Richiamato poi a Parigi dal card. Richelieu, si dedicò interamente agli studi di teologia storica e di critica sacra.
Tra le sue pubblicazioni teologiche-storiche sono da segnalare: De patriarcharum et primatum origine et antiqua censurarum in cleros praxi (Parigi 1626); Commentarius historicus de disciplina in administratione Sacramenti Poenitentiae ... (ivi 1651, e più volte riedito); De sacris Ecclesiae Ordinationibus ... (ivi 1655). Postume: De catechumenorum expiatione, De Sacramento confirmationis, De contritione et attritione (ivi 1703).
Le principali opere bibliche di M. sono: Exercitationes ecclesiasticae in utrumque Samaritanorum Pentateuchum (ivi 1631); Exercitationes Biblicae de Hebraei Graeciae textus sinceritate... (ivi 1633; 2a ed. ivi 1669); Dittrebe elenctica de sinceritate Hebraei Graeciae textus dignoscenda... (ivi 1639); Opuscula Hebraeo-Samaritica (ivi 1657). Collaborò pure alla Polyglotta di Parigi (1645), curandovi l'edizione del Pentateuco samaritano. M. difese a più riprese la superiorità del testo samaritano ed anzi dei Settanta sul testo ebraico-masoretico, il che gli attirò.
acerrimi contraddittori (p. es., J.-H. Hottinger, *Exercitationes antimorianae*, Zurigo 1644).