MOSTRO UMANO

MOSTRO UMANO. - Individuo che presenta una o più anomalie tali da renderlo gravemente aberrante dalla normalità (v. TERATOLOGIA). I m. u. interessa la teologia morale per, due questioni, l’una da sfiorare appena, l’altra che richiede un esame più approfondito.

I. Diritto alla vita nel m. u. - Alla domanda se sia lecito diminuire le probabilità di vita o addirittura uccidere i nati deformi, la risposta è negativa, perché a qualsiasi essere umano, anche dubbiamente vivente di vita umana, si applica il precetto divino ne acciada, che tutela il diritto primario e fondamentale alla vita (v. ABORTO). Di conseguenza, nelle mostruosità, in cui si presume l’esistenza di due individui vivi, è illecito l’intervento che ne sopprima uno. Ciò resta vero anche nei casi, in cui è dubbia la duplicità delle persone, come nel caso dell’autosista e parassita. Solo nei casi in cui il parassita è ridotto ad una semplice massa o ad alcuni arti, l’amputazione è lecita, essendo certa l’unità della persona del m. u.

II. Battesimo dei m. u. - In base al CIC, can. 748, bis, sogna distinguere due casi: 1) i m. u. semplici possono presentare dubbi circa l’esistenza della vita umana, come il mostro acadico. Se la vita umana è certa, il Battesimo è da conferirsi assolutamente; nel dubbio, invece, il Battesimo deve essere conferito sotto la condizione «se sei uomo». L’opinione in contrario di qualche teologo o moralista che vorrebbe esclusi dal Battesimo i mostri acadici perché mancanti di organi essenziali alla vita umana (cf. B. H. Merkelbach, op. cit. in bibl.) non è in pratica da seguirsi. Ciò si dovrà invece fare, quando il prodotto del parto è costituito da una massa carnosa in forme (che i moralisti chiamano «mola»), per quanto anche qui occorra osservare diligentemente prima, se nella massa carnosa non si nasconda un vero feto umano.

2) Le mostruosità doppie e molteplici possono ingenerare il dubbio se si tratti di una sola persona o di più persone. Se i m. u. hanno doppio il capo ed il petto, restando comune solo la parte inferiore del corpo, è chiaro la pluralità delle persone ed i singoli componenti l’insieme mostruoso sono da battezzarsi in maniera assoluta. Se i m. u. hanno doppio solo il petto ed il capo, la pluralità è dubbia ed allora uno dei componenti si battezza in maniera assoluta, gli altri sotto condizione. 3) I medici e le ostetriche e chiunque sia a conoscenza per ufficio della esistenza di un m. u. in una determinata famiglia, sono legati dal segreto professionale. Gli altri, almeno per dovere di carità, non devono propagare la notizia, essendo facilmente intuibile il dispiacere che ne verrebbe alla famiglia.

BIBL.: oltre ai testi comuni di teologia morale e di diritto canonico nel trattato «de baptismo», cf. E. Martin, Histoire des monstres, depuis l’antiquité jusqu’à nos jours, Parigi 1880; B. H. Merkelbach, Questions de embryologia et de ministratione baptistamatis, Liegi 1928, pp. 76-79; C. Piyol, El baptismo de los fetos informes según el canon 747, Madrid 1948, passim; L. Sremirn, Dizionario di morale professionale per i medici, 4a ed., Roma 1949, pp. 310-11.