MOVIMENTO LAUREATI DI AZIONE CATTOLICA. - È una delle « associazioni nazionali » di ITALIA (v.).
I. ORGANIZZAZIONE
L'organizzazione del Movimento è a base nazionale e diocesana, non parrocchiale. Comprende persone di ambo i sessi provviste di laurea, o titolo equivalente, in una Facoltà civile od ecclesiastica o letterati o artisti di professione, che intendono collaborare ai fini dell'Azione Cattolica. Lo Statuto dell'Azione Cattolica fissa per il Movimento i seguenti scopi speciali: 1) completare la formazione religiosa, intellettuale e morale dei soci; 2) assisterli per la fedele applicazione dei principi cristiani nelle singole professioni; 3) svolgere opera di apostolato in mezzo alle classi colte; 4) assicurare all'Azione Cattolica il contributo delle particolari competenze dei laureati.Il Movimento dei laureati è retto da una Presidenza centrale (un presidente e un vicepresidente, nominati per un triennio dalla S. Sede, un segretario e un tesoriere), da un Consiglio centrale composto dei membri della Presidenza, di un congruo numero di consiglieri eletti dall'assemblea centrale e dei presidenti delle « Unioni professionali » (organismi promossi dal Movimento dei laureati in corrispondenza alle esigenze particolari delle singole professioni e che raggruppano anche laureati non appartenenti all'Azione Cattolica); da un'Assemblea centrale, composta dei membri del Consiglio centrale e dei presidenti dei gruppi diocesani. Assistono il Movimento un assistente ecclesiastico centrale, nominato dalla S. Sede; e, in ogni « gruppo », assistenti ecclesiastici nominati dai singoli vescovi. I particolari organizzativi sono fissati in un regolamento interno. Dal 1947 il Movimento dei laureati fa parte del Moncement international des intellectuels catholiques il cui Secrétariat ha sede a Friburgo, in Svizzera, e che è uno dei due rami di Pax Romana.
II. STORIA
Durante il Congresso nazionale delle Associazioni universitarie di Azione Cattolica (nelle quali riviveva la FUCI dopo lo scioglimento del 1931) tenuto a Cagliari nel sett. del 1932, in una propria riunione del giorno 5, i laureati presenti espressero in un ordine del giorno un voto, che il presidente della FUCI dott. Igino Righetti avrebbe trasmesso a Pio XI, per costituire « gli organi necessari a prestare ai laureati un'assistenza spirituale ed intellettuale adeguata alle loro specifiche esigenze e ad impegnare più efficacemente, nel lavoro generale dell'Azione Cattolica, le particolari competenze dei laureati stessi ». I laureati votanti furono 84.In un'udienza concessa ai reduci del Congresso, Pio XI approvava il voto relativo all'assistenza religiosa ai laureati ed esprimeva - secondo il comunicato ufficiale dell'udienza - « la sua volontà di benedire in modo specialissimo l'altro notevole postulato: l'organizzazione, la cooperazione dei laureati, nel senso e nello spirito d'Azione Cattolica e d'Azione Cattolica universitaria ». La denominazione « M. L. di A. C. » era già apparsa a Venezia in uno statuto per un gruppo di laureati, provenienti dalla FUCI, elaborato nel 1926. Ma all'iniziativa non era mancata una certa opposizione da parte della stessa Azione Cattolica, preoccupata che i pochi elementi colti venissero sottratti alle organizzazioni di massa. Fu merito del Righetti aver portato il problema ad una nuova formulazione: se gli elementi colti non erano numerosi in quelle organizzazioni, bisognava riconoscere la neces-
sità di agire nel campo della cultura conformemente ai bisogni e alla mentalità della gente colta.
Dopo l'approvazione pontificia, nel 1933, passava ai laureati la rivista Studium e nel corso della « Settimana sociale » tenutasi a Roma i compiti del nuovo Movimento furono illustrati da una relazione del Righetti; ancora più attiva risultò la partecipazione alla « Settimana » di Padova del 1934. Nel 1935 si pubblicò il primo Bollettino-laureati allegato a Studium. Nel genn. 1936 si tenne a Firenze il primo Convegno nazionale; in quell'occasione mons. Adriano Bernareggi, vescovo coadiutore di Bergamo e presidente delle Settimane sociali dei cattolici italiani, fu nominato assistente centrale del nuovo Movimento. Nel sett. dello stesso anno si tenne una « Settimana di cultura religiosa » a Camaldoli. Tosto si delinearono alcune iniziative, che, accanto alla rivista Studium, restarono fondamentali per l'attività del Movimento dei laureati, quali i convegni e i congressi nazionali e le « Settimane estive di cultura religiosa ». Particolarmente difficile riuscì l'attività negli anni '38 e '39 a causa dell'arbitrio, allora più sfrenato, esercitato dal governo fascista. Nel '39 il Movimento sostituiva il foglio precedente allegato alla rivista con un organo ufficiale dal titolo Bollettino di Studium. Il 17 marzo di quell'anno moriva, a 33 anni di età, Igino Righetti, promotore e presidente del nuovo organismo. Continuavano, fino al '42, i convegni, i congressi e le « Settimane di cultura religiosa »; quest'ultima nel '43 fu sostituita da un incontro a Camaldoli di studiosi di problemi sociali che posero le basi di quello che poi divenne il Codice sociale di Camaldoli. Intanto il 20 apr. 1941, in una memorabile udienza, Pio XII aveva delineato ai laureati quelli che sono i doveri dell'intelligenza cattolica.
Con la fine della guerra si innestarono sul tronco del Movimento le Unioni professionali; anche per i docenti universitari sorse un Comitato centrale che si onorò della presidenza di Gaetano De Sanctis. Nel '46 con i nuovi Statuti il Movimento divenne uno dei rami dell'A. C. I., accanto a quelli tradizionali, abbandonando la semplice fisionomia di segretariato. Dal genn. 1947 l'organo ufficiale Coscienza sostituì il Bollettino di Studium. Nuovo riconoscimento veniva infine al Movimento dei laureati dall'Esortazione intorno all'A. C. indirizzata all'episcopato italiano da Pio XII il 25 genn. 1950, in cui il Papa esprimeva il desiderio che questo Movimento non mancasse in alcuna diocesi.
III. METODO E ATTIVITÀ
Il Movimento propone agli iscritti la più ampia libertà di forme, purché sostenuta dalla serietà del metodo nel perseguirle. Nel campo religioso imposta alcune attività, quali la preparazione alle grandi solennità di Natale, Pasqua e Pentecoste, corsi di esercizi spirituali e ritiri, partecipazione attiva alla vita liturgica. Nel campo culturale organizza localmente corsi di cultura religiosa, degli incontri per l'esame di problemi interessanti l'uomo moderno e specie di moralità professionale e « gruppi » del Vangelo. Importanza particolare hanno le « Settimane estive di cultura religiosa », iniziativa a carattere nazionale, che dopo quella di Camaldoli nel 1936 sono arrivate a sette in luoghi diversi nel 1951. In esse, sotto la guida di valenti maestri di teologia, viene proposto ai laici ogni anno un tema fondamentale della dottrina cattolica; alle lezioni poi si alternano comunicazioni, in cui i partecipanti, in base alla propria cultura ed esperienza professionale, riferiscono su problemi inerenti all'insegnamento dei teologi. La giornata si chiude con una meditazione dettata da un maestro di spirito su argomento relativo al tema generale di modo che risulti il valore spirituale della dottrina studiata.
(per cortesia di mons. A. P. Frutaz)