MUSICA

MUSICA. — Il canto dell'a. era eseguito in più ma-

nire: sia riunendo simultaneamente la stessa melodia in tessitura diversa, ad es. all'ottava; sia seguendo la stessa melodia a due cori distinti, oppure con melodía diversa. In Oriente, nei secc. III e IV, i salmi erano così eseguiti antifonicamente: gli uomini da una parte, le donne e i bambini dall'altra. È stata chiamata a. anche un ritornello o corta frase (col tempo d'allungo) che si intercalava tra i versetti dei salmi, o almeno si cantava al principio e alla fine. Questa maniera di canto era come opposta ad un'altra forma, chiamata _indirettum_ o _sine antitiphonae_, eseguendosi allora tutto il salmo senza intercalazione.

Il testo dell'a., preso dallo stesso salmo, ha una forma musicale semplicissima, tale da poter essere appresa bene a memoria da tutti i fedeli alternantisi col clero o col solista. Ma quando, in seguito, il testo fu desunto da altri libri biblici, da composizioni agiografiche o fu appositamente composto, allora anche la melodia è, a volte, più sviluppata. Il tono del salmo dipende assolutamente dal modo dell'a., anzi la stessa finale del _sacculorum amen_ (E.U.O.A.E.) è scelta preferendo quella che meglio favorisce il passaggio del salmo all'a.; cosa ancor più necessaria quando l'a. si ripeteva tra i versetti del salmo. In certe solennità questa ripetizione, ad es. nel canto del _Magnificat_, si diceva «far trionfare l'a.». La scelta di una sola dominante è stata fissata, nel gregoriano, per comodità dei cantori, ma non sempre è quella richiesta dalla costruzione. Nel canto am-brosiano si prende come dominante del salmo quella propria dell'a. A volte il tema musicale dell'a., specialmente se il testo è dello stesso salmo, è così ben cadenzato ed armonico nelle sue proporzioni, che si è adoperato come formula melodica dei piccoli responsori con l'Alléluia. È stata emessa l'ipotesi che parecchi temi di queste a. semplici sarebbero presi da canti popolari profani per meglio facilitare il canto dei fedeli. Niente può affermarsi di concerto, però si deve dire che non è impossibile, come non è impossibile che vi siano temi orientali. In ogni modo, la Chiesa ha saputo assimilare e adattare perfettamente tali temi, santificandoli.

La musica segue, nelle a., quasi passo passo la fraseologia del testo, con la sua accentuazione melodica propria. Non si può negare che alcune melodie, fatte originariamente per un testo determinato, siano diventate come tipo e modello da adottarsi a diversi testi che presentano disposizione letteraria simile, e anche con modifiche cadenziali o di semplice passaggio, che ci rivelano tutto un sistema proprio del canto gregoriano. Nelle a. troviamo in modo particolare la forma di _centone_ con i suoi _nomoi_. Questo procedimento antichissimo, anche anteriore al canto gregoriano, costituisce musicalmente un vero museo di formole vaganti, ma che rivelano un gusto squisito. Altre volte la melodia dell'a., a causa del testo, è disposta come in strofa, a modo di inno o _épigog_ (v. IRMO). La costruzione delle melodie delle a. presenta specialmente la forma _ad arco_, come corrispondente alla melodia della parola; cominciando dalle note inferiori, si sviluppano in alto verso il centro e ritornano alla base. Non sono, però, rari i casi che la melodia cominci in alto, come _ex abrupto_, particolarmente ispirata nella stessa espressione del testo.

BIBL.: A. Gevaert, _La Mélodie antique dans le chant de l'Eglise latine_, Gand 1895; P. Gastoué, _Les origines du chant romain, et l'art grégorien_. Parigi 1907; P. Wagner, _Origine et sculpture de l'antique liturgie_, trad. ital., Siena 1910; H. Leclercq, 8.V. in DACL, I, coll. 2282-2319; R. Aigrain, _Liturgie_, Parigi 1931, pp. 355-361; G. Destefani, _La S. Messa nella liturgia romana_, Torino 1940, p. 357 seq.; I. Schuster, _Liber Sacramentorum_, I, Torino 1932, p. 371; II, p. 121; P. Ferretti, _Estetica Gregoriana_, Roma 1934; P. All-fonzo, _L'antifonario dell'Ufficio romano_, Subiaco 1935; M. Righetti, _Storia liturgica_, II, Milano 1946, pp. 511-516. Gregorio M. Suñol.