NAGAYA, PREFETTURA APOSTOLICA di - Nella re-ecclesiastiche di Vizagapatam, Hyderabad, Poona, In-dore, Jabalpur, Ranchi, Calcutta e Cuttack. È affi-data ai missionari di Annecy ed ha kmq. 91.070 di superficie e 15 milioni ca. di ab., di cui 35 mila ap-pena sono cattolici, 25 mila protestanti, 350 mila mao-metanti ed il resto indù. Ecclesiasticamente la diocesi è divisa in 4 distretti o vicariati foranei: le parrocchie sono 21, le stazioni primarie 1, le secondarie 15, le chiese 6, le cappelle 35. Il clero risulta composto da 26 sacerdoti indiani secolari e 25 della Congregazione dei Missionari di S. Francesco di Annecy, 13 dei quali sono indiani con 6 scolastici e 13 fratelli. Vi è un seminario maggiore e una scuola preparatoria. Ca. 200 suore e 85 maestri e 171 maestre che insegnano in 24 scuole elementari, 10 scuole medie, 7 scuole superiori, 3 scuole professionali, 1 scuola normale. Vi sono 13 dispensari; 13 orfanotrofi, 3 asili e un lebbrosario. La diocesi possiede 2 tipografie, da cui escono il Salesian, rivista mensile, e l'Abostolic School Bulletin, annuale, con una tiratura di 350 copie ciascuna. Numerosi sono i sodalizi, le associazioni pic e di Azione Cattolica.
NAGRAN, MARTIRI di: V. AREA.
NAGUALISMO. - È una credenza, basata sulla concezione di un totemismo individuale, diffusa nel Messico e nell'America centrale. Il termine deriva da «nagual», vocaboloso usato dagli indigeni dell'Hon-duras e del Guatemala per indicare il genio protettore. Secondo. Seler, sarebbe affiné ad esso il messicano «nauali» (= strega, stregone), a sua volta derivante da una parola che significa «nascosto», «sconosciuto».
Secondo tale credenza, ogni individuo per tutta la vita avrebbe un animale come padrone e protettore. Co-loro che praticavano il culto segreto, poi, potevano assu-mere a volontà lo spirito di tale animale. Il potere di trasformarsi nella forma dello spirito dell'anima pro-tettore sarebbe stato insegnato agli adepti, la prima volta, da una donna di grande potenza, capace di assumere a volontà «quattro forme».
Nel culto esoterico del n. uomini e donne danzavano completamente nudi: ciò faceva sospettare ai padri missionari che queste feste rituali terminassero in orge.
Il tre era un numero sacro nel n. Un linguaggio metaforico era usato dagli adepti. Curiosi esempi di esso furono raccolti nel sec. XII dal p. Giacinto de la Serna: il coniglio era la rappresentazione dell'aria e del vento; la terra era invocata come Tonan, nostra madre, e come «il fiore che contiene tutti i fiori» perché dal suo prolifico seno vengono fuori tutte le cose; la terra era anche indicata come «la bocca che mangia tutte le bocche» in quanto inghiotte nella morte tutti coloro che mangiano.
NAGY VARAD, *DIOCESI di: V. ORADEA MARE*, DIOCESI di.