NAGUALISMO. - È una credenza, basata sulla concezione di un totemismo individuale, diffusa nel Messico e nell'America centrale. Il termine deriva da «nagual», vocabolo usato dagli indigeni dell'Honduras e del Guatemala per indicare il genio protettore. Secondo Seler, sarebbe affine ad esso il messicano «naualli» (= strega, stregone), a sua volta derivante da una parola che significa «nascosto», «sconosciuto».
Secondo tale credenza, ogni individuo per tutta la vita avrebbe un animale come padrone e protettore. Coloro che praticavano il culto segreto, poi, potevano assumere a volontà lo spirito di tale animale. Il potere di trasformarsi nella forma dello spirito dell'animale protettore sarebbe stato insegnato agli adepti, la prima volta, da una donna di grande potenza, capace di assumere a volontà quattro forme.
Nel culto esoterico del n. uomini e donne danzavano completamente nudi: ciò faceva sospettare ai padri missionari che queste feste rituali terminassero in orge.
Il tre era un numero sacro nel n. Un linguaggio metaforico era usato dagli adepti. Curiosi esempi di esso furono raccolti nel sec. xii dal p. Giacinto de la Serna: il coniglio era la rappresentazione dell'aria e del vento; la terra era invocata come Tonan, nostra madre, e come «il fiore che contiene tutti i fiori» perché dal suo prolifico seno vengono fuori tutte le cose; la terra era anche indicata come «la bocca che mangia tutte le bocche» in quanto inghiotte nella morte tutti coloro che mangiano.