NEMESI (ΝΈΜΙΣΟΣ)

NEMESI (Νέμισος). - L'idea, assai diffusa nelle antiche religioni, dell'ostilità degli dèi verso l'eccessiva fortuna o superbia degli uomini, ostilità che raggiunge vere e proprie forme di vendetta, in Grecia, già in età omerica o subito dopo, ebbe sviluppo autonomo divenendo una particolare figura divina (sia nel poemetto ciclico Ciprie [frg. IX, 3], sia in Esiodo, Teogonia, V. 223) la quale presiedeva perciò al ristabilimento dell'equilibrio nei rapporti tra la divinità e l'uomo; ma, ricordata soprattutto nella poesia, la N. rimase figura assai scialba e gelida.

Ebbe culto in vari luoghi della Grecia; ma il più famoso e più antico fu quello di Ramnunte (donde il nome di N. Rhamnusia), demo attico presso Maratona, dove, verso il sec. v a. C., le fu dedicato un tempio custodito da una sacerdotessa (che nello stesso tempo aveva cura di un vicino tempio della dea Themis), e nel quale Agoracito, allievo di Fidia, aveva scolpito una celebre statua della dea (di cui negli scavi si rinvenne la testa). Ad Atene il 5 Boedromione si celebravano le Nemesie, proprie, però, del culto dei morti. Ma è assai probabile che furono le isole e le coste asiatiche ad avere il culto originario di N., di cui si conoscono varie tracce, tra cui l'immagine della dea venerata a Smirne fin dal sec. vi a. C. (Pausania, IX, 35, 6), e l'identificazione di N. con la dea frigia Adrastea, fatta da un poeta lirico di Colofone (G. Kinkel, Epic. gr. fragm., I, p. 289, n. 43).

BIBL.: A. Legrand, Nemesis, in Daremberg e Saglio, IV, I, coll. 52-55; H. Herter, Nemesis, in Pauly-Wissowa, XVI, II (1935), coll. 2338 sgg.; L. Deubner, Attische Feste, Berlino 1932, p. 219 sg. Cesare D'Onofrio
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“NEMESI (ΝΈΜΙΣΟΣ).” Enciclopedia Cattolica, vol. VIII (1952), p. 1023. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/nemesi-nemisos.