NARDO, JACOPO

NARDO, JACOPO - NARNI
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STORIA. - L'origine della diocesi è confusa da leggende fiorite nei turbinosi eventi che visse la città negli anni del medioevo. Possesso bizantino fin dalla caduta dell'Impero romano, N. rimase tenacemente greca per lungo tempo. Il suo episcopato esisteva già nel sec. VIII, allorché giunsero esuli da Costantinopoli gruppi di basiliani che nel 761 riuscirono ad ottenere da Paolo I la sospensione della nomina di un nuovo vescovo e la trasformazione dell'episcopio in monastero con tutti i diritti e i proventi della cessata sede vescovile. Dal sec. VIII all'XI, i priori greci resero la sede neritina come suffraganea di Brindisi. Nel 1090 Urbano II si sostituì nel governo della diocesi con i Benedettini, che, poco tempo dopo, ottennero dal successore Pasquale II la nomina di un abate con giurisdizione episcopale. La concessione di questi diritti generò un'idea controversa con i vescovi vicini, in particolare con Gallipoli e Brindisi, ma sempre inutilmente: tutti i pontefici confermarono l'autorità dell'abate benedettino. L'opera di latinizzazione, iniziata con l'occupazione normanna (1055), ebbe un colpo decisivo dalla riforma del card. Rodolfo, inviato come visitatore apostolico nel 1267 da Clemente IV, in seguito ai disordini tra i seguaci dei due riti. Il risultato più volte, ma invano, di sopprimere il rito greco che pur contava nella diocesi 16 colonie. Gli stessi Benedettini concorsero ad annullare tutti gli sforzi. Nel 1413 finalmente Giovanni XXIII reintegnò la sede episcopale ed elisse primo vescovo Giovanni Epifani, l'abate benedettino difensore dei Basilian, confermando l'indipendenza della sede e i privilegi concessi. Tra i successori, si ricorda Fabio Chigi (1634), divenuto poi Alessandro VII. La sede è immediatamente soggetta alla S. Sede.

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STORIA. - L'origine della diocesi è confusa da leggende fiorite nei turbinosi eventi che visse la città negli anni del medioevo. Possesso bizantino fin alla sospensione della nomina di un nuovo vescovo e la trasformazione dell'episcop

Il cristianesimo appare a N. fin da tempi assai antichi; secondo la tradizione la fede cristiana vi fu predicata da s. Feliciano vescovo di Foligno e da s. Giovenale che sarebbe stato il suo primo vescovo e che fu sepolto fuori della città, in un monumento che ancora si conserva. Sono noti altresì per i secoli più antichi il vescovo Pancrazio figlio e fratello di vescovi, morto nel 444 e s. Cassio consacrato nel 536, m. nel 558, di cui s. Gregorio parla con lode nei Dialoghi e che fu spettatore delle vicende della guerra gotica. Più tardi si hanno sicure memorie dei vescovi Giovanni (notizie del 558-60), Proietticio (notizie del 591) e Costantino (notizie del 595, 598). Dal VII sec. la diocesi di N. assorbe quella orticolana mentre il vescovo narrese ha di quando in quando giurisdizione sulla sopressa diocesi di Terni. Nel 965 il vescovo Giovanni fu eletto papa con il nome di Giovanni XIII. Nel 1159 Alessandro III dettò norme per l'elezione dei canonici e successivamente Celestino III ne stabilì il numero a 22, portato a 24 da Onorio III e ridotto a 16 nel 1224. Nel 1343 fu vescovo di N. Agostino Tinnaccia da S. Gemignano, dottissimo e celebre predicatore. Il vescovo Pier-donato Cesi, poi cardinale, confermò al Capitolo nel 1546 il privilegio di liberare un condannato a morte nel giorno di s. Giovenale. Nel 1660 il vescovo Raimondo Castelli istituì il Seminario. Nel 1687 Innocenzo XI concesse ai canonici l'uso del rocchetto e della cappa magna.

Sono nativi di N. la b. Lucia domenicana (m. nel 1544), i cardd. Berardo Eroli, Giuseppe e Carlo Maria Sacripanti, il p. Caravita fondatore dell'Oratorio romano che reca il suo nome.

II. ABBAZIE E MONASTERI

Nel 1846 nella città e din-torni erano 7 conventi maschili (Domenicani, Agostiniani, Serviti, Scolopi, Fatchenfratelli e Minori Osservanti) e 3 femminili (Benedettine, Francescane); nella diocesi due conventi di Cappuccini, due di Minori Osservanti, uno di Minori Riformati, tre monasteri di Benedettine, due conventi di Orsoline. Ora sono quasi tutti soppressi. Tra i monasteri più antichi di N. e diocesi si ricordano: per N. il monastero di S. Girolamo (sec. XII-XIII; rifatto dal card. Berardo Eroli); l'abbazia benedettina di S. Cassiano del sec. XIII, diruta; l'abbazia di S. Chiara, delle Clarisse; l'abbazia di S. Bernardo, dei Benedettini, lo Speco di S. Francesco presso N. ove il Santo dimorò a lungo. Ad Orticoli il monastero di S. Vittore che fu dichiarato soggetto al vescovo di N. da Gregorio IX (1232) e fu poi di diritto e proprietà della Chiesa romana. Fu fondato dal vescovo s. Fulgenzio nel VI sec. ed ha ivi annesso un cimitero sotterraneo. A Sangemini l'abbazia benedettina di S. Niccolò del Monte di cui si hanno noti-zie dal sec. XII (chiesa diruta) e l'abbazia pure benedettina di S. Gemini, fondata prima dell'800, ora chiese parrocchiale di S. Gemini. A Stroncone l'abbazia benedettina di S. Benedetto de fundis fondata nel 758 da Ansa madre di Adelchi (notizie dal 1232, chiesa a tre navate, diruta); a Calvi il convento di S. Francesco fondato, secondo la tradizione, dal Santo; a Collescipoli, il monastero di S. Giuseppe, dei Silvestrini.

III. ISTITUZIONI CULTURALI

Nel Palazzo comunale sono la Biblioteca (ca. 7000 voll., 26 incunaboli, 74 mano-scritti), l'Archivio e la Pinacoteca (contiene alcune pre-gevoli opere: Incoronazione della Vergine del Ghirlandaio, 1486; Annunciazione di Benozzo Gozzoli); un archivio si conserva anche presso la Cattedrale.

IV. MONUMENTI DI N. E DINTORNI. - Chiesa cattedrale di S. Giovenale, romanica, sorta agli inizi del sec. XII, consacrata nel 1145: a tre navate, divisa da colonne con archi a sesto scemo. Contiene l'oratorio di S. Giovenale del IV sec., che servì di tomba ai primi vescovi della città, con interessante facciata spartita da lesene; chiesa parrocchiale di S. Agostino, del sec. XV; chiesa parrocchiale di S. Maria Impensole, romanica del 1173 e, a tre navate, divisa da colonne ad archi a sesto scemo; con portichetto analogo; chiesa di S. Domenico (già S. Maria Maggiore) con bel portale romanico (sec. XII); chiesa di S. Francesco del sec. XIV, con ricco portale gotico. Nei dintorni: chiesa di S. Angelo in Massa, con porte del sec. XII; chiesa diruta di S. Martino in frazione Taizzano, romanica; chiesa di S. Pudenziana a Visciano,

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(fot. Gab. fut. naz.)
Narni, diocesi di - Ponte romano sul Nera.

romanica, con cripta del x sec. Esistono alcune iscrizioni paleocristiane (CIL, XI, 4162-69).

Tra i monumenti civili: la Rocca, il Palazzo comunale rifatto nel 1273, la Leggia del Podestà e una fontana del principio del sec. XIV.

Nella diocesi: Orticoli: chiesa di S. Maria (notizie del sec. XIII). Esistono alcune iscrizioni paleocristiane, presso la città, notevoli resti dei monumenti romani dell'antica Oriculum. Colleccipoli: chiesa di S. Niccolò con portale del sec. XIV, chiesa campestre di S. Stefano (1093). S. Gemini: chiesa di S. Giovanni con facciata del 1199, chiesa di S. Francesco del sec. XV, oltre alle già ricordate. Stroncone: chiesa di S. Francesco (portale del sec. XIII); chiesa parrocchiale di S. Niccolò (portale del 1171); chiesa di S. Biagio di Coppe (affreschi del sec. XV).

- Vedi tav. CX.

BIBL.: Per la città romana: E. Bormann, in CIL, XI, 11, pp. 601-602; E. Martinori, Via Flaminia, Roma 1929, p. 102 sgg.; C. Pietrangeli, N. colonia e municipio romano, in Roma, 19 (1941), pp. 3-16 (con bibl. precedente). Per la città medievale e moderna: G. Eroli, Miscellanea storica narsense, I, Narni 1858; II, 1852; E. Martinori, Cronistoria narsense, Roma 1930 (indice di manoscritto dello stesso autore nella Biblioteca comunale di N.). Per i primi secoli del cristianesimo: Lanzoni, I, pp. 402-401; H. Leclercq, s. V. in DACI, XII, 1, coll. 89-82; per la storia della diocesi: Ughelli, I, col. 1007 sgg.; Cappelletti, IV, p. 541 sgg.; P. Kehr, Italia Pontificia, IV, Berlino 1909, p. 29 sgg.; Moroni, XLVII, pp. 226-235. Per le chiese e i monumenti: S. Bucciarelli, Cathedr. Narnensis Ecclesiae antiquitas, Narni 1720; G. Eroli, Descrizione delle chiese di N. e suoi dintorni, 1878; E. Wüscher-Becchi, Das Oratorium des hl. Cassius, in Röm. Quartalschr., 19 (1905), p. 42 sgg.; 25 (1911), p. 61 sgg.; id., Il sepolcro di S. Giovenale, primo vescovo di N., in Arch. per la storia eccles. dell'Umbria, 1 (1913-14), pp. 248-74.