NELLE MISSIONI. - Anche nella ripresa dell'apostolato missionario le prescrizioni concernenti i n. sono state numerose.
Nel 1213 Riccardo, priore di Bermondsey, fondò un Hospital of Converts in onore di s. Tommaso di Canterbury per i n. ebrei; e lo stesso fecero i Domenicani a Oxford. Sotto Enrico III (1216-73) fu aperto in Londra una domus conversorum per catecumeni e n. ebrei. Il Concilio di Basilea (1431; sess. XIX, decr. 6 [Mansi, XXIX, p. 99 sgg.]) stabilì un particolare metodo di ministero tra i n. e Paolo III con la bella Cupientes fudaecos (§§ 5-8; 21 marzo 1542) sanzionò i decreti conciliari. In seguito, con la bella Illius qui (19 febbr. 1543), per iniziativa di s. Ignazio, il quale, probabilmente visitando Londra nel 1530, aveva conosciuto la domus conversorum, fu eretta a Roma la «Casa dei n. » di S. Giovanni di Mercato; con altra bolla In hoc praecelsis fastigio (20 maggio 1580), Gregorio XIII eresse quella presso la chiesa della Madonna dei Monti, che ancora esiste. Sempre per opera di s. Ignazio varie case di catecumeni si eressero nei territori delle missioni portoghesi.
All'epoca della conquista del nuovo mondo, le conversioni in massa non permettevano un'adeguata preparazione al Battesimo e perciò i Concili prescrissero l'istruzione dopo di esso, al punto dove oggi s'inizia il primo passo verso il catecumenato. Il I Concilio di Messico, nel 1555, stabilì che i n. dopo il Battesimo dovessero imparare le «4 preghiere», cioè: Pater, Ave, Credo, Salve Regina (Conc. Mess., can. 1). La medesima prescrizione è ripetuta nel Concilio di Quito (1570; sess. III, p. 1; IV,
cap. 3). Il Concilio di Lima, 1567, decretò che l'istruzione dopo il Battesimo dovesse servire di preparazione per ricevere gli altri Sacramenti. Nel 1585 il III Concilio di Messico stabilì che ai n. si facessero spesso sermoni semplici tratti dalla S. Scrittura (lib. I, tit. I, De praedictione Verbi Dei, 3-4). Nell'America spagnola, al principio, i n. erano esclusi dalla Comunione. Sembra che la prima "Junta" di Messico, nel 1524, abbia decretato che ai n. la Comunione si doveva rifiutare anche come viatico (F. A. Lorenzana, Los Concilios Mexicanos, Messico 1769, p. 4); ma il testo originale non è stato ancora ritrovato. Paolo III invece, con la bolla Veritas ipsa (2 giugno 1537), stabilì come principio fondamentale che gli indiani erano veri uomini dotati di ragione umana; la seconda "Junta" di Messico (1539; can. 22) permise l'amministrazione dell'Eucaristia agli indiani, purché sufficientemente preparati; il I Concilio di Messico dichiarava che lo si poteva fare, ma senza obbligo; e il I Concilio di Lima, nel 1567, mitigando questo decreto, permetteva che a tutti gli indiani si potesse dare la Comunione pasquale e il Viatico (cap. 58, 59). È merito di José de Acosta l'aver propugnato a suo tempo l'amministrazione dei Sacramenti, come avviamente alla vita cristiana dal punto di vista missionario pratico. Anche nell'India Orientale molti n. furono esclusi dalla Comunione, ma Alessandro VII con il breve Sacrosancti Apostolatus officii (18 genn. 1658) condannò severamente l'abuso (Collectanea S. Congr. de Prop. Fide, I, n. 129).
Anzi, già nel 1645 e nel 1656, Propaganda aveva risposto ai missionari della Cina dichiarando l'obbligo dei n. di osservare il diritto positivo circa il ricevere i Sacramenti, il precetto festivo e il digiuno (Collectanea, I, n. 114, 126). Preziose disposizioni per la cura dei n. furono date anche in seguito (cf., ad es.: Collect., II, n. 1346, 31-33). Merita speciale menzione il metodo dei Padri Bianchi che trattengono i n. ancora 3 mesi dopo il Battesimo per introdurli sistematicamente nella vita cristiana.