NEVROSI (NEVROSI). - Il termine n. fu adoperato per la prima volta (1769) dal medico scozzese Cullen per designare tutte le anomalie e malattie nervose e psichiche. In Italia fu introdotto da Cirillo (1780) e in Francia da Pinel (1819), per indicare, oltre alla ipocondria e all'istettivo, molte altre malattie, oggi chiaramente « organiche ». L'ulteriore sviluppo scientifico del concetto di n. è caratterizzato dalla tendenza a restringerne sempre più i limiti.
Nel 1904 Dubois isola, nel vasto gruppo delle n., le psiconevrosi (v.), come forme con preponderante intervento delle rappresentazioni mentali. Fino a oggi i due termini sono stati usati indifferentemente da molti autori. Comunque le n. e le psiconevrosi sono state da tutti distinte, fin dal sec. XIX, dalle altre forme morbose, con il termine di malattie funzionali, cioè di malattie caratterizzate da: 1) disturbo della sola funzione, 2) reversibilità, 3) particolari caratteristiche che seguono leggi differenti
dalle malattie con reperto anatomico, cioè dalle malattie organiche.
La differenza tra n. PSICONEVROSI (v.) è duplice: 1) psicopatologica, in quanto i sintomi cardinali sono qualitativamente differenti e propri di ciascun gruppo; 2) sociale, poiché solo negli psicotici esiste un contegno spesso imprevedibile e genericamente « alienato » dalla norma, mentre il neurotico o psiconevrotico partecipa molto di più alla psicologia normale e non è, nel significato volgare della parola, un vero « malato di mente », da ricoverare al manicomio.
I moderni autori tedeschi (Schneider, 1946; Jahrreis, 1936), italiani (Bini e Bazzi, 1949), anglosassoni (Wilson, 1942), spagnoli (Mira y Lopez, 1946) mantengono separati i due termini, n. e psiconevrosi, attribuendo al termine n. un significato ristretto, cioè « malattia del sistema nervoso, senza un reperto anatomo-patologico, nella quale non interviene chiaramente un meccanismo psichico » e parlano di « n. d'organo » (Organneurose). Con tale termine si vuole indicare n. di un determinato organo del corpo e si parla, così, di n. cardiaca, gastrica, genitale ecc.; è necessario però tener presente che l'organo interessato, pur essendo il centro delle manifestazioni patologiche, non le esaurisce tutte in sé. Molte forme di questo tipo si potrebbero meglio designare come n. di determinati atti fisiologici: n. dell'alimentazione, della digestione, del ricambio, della attività sessuale. Per la comprensione di queste n. è necessario aver presente il piano somatopsichico fondamentale dell'organismo e tener presente che oggi si ritiene con sufficiente sicurezza che le influenze psichiche (rappresentazioni, emozioni, processi volitivi, suggestioni) possono avere una profonda risonanza nella vita somatica. Quanto queste condizioni siano responsabili, nel singolo caso, dello stabilirsi di una situazione morbosa, è una valutazione che dipende essenzialmente dallo stato psicofisico individuale predominante, condizionato dallo sviluppo del carico ereditario.
Per la « n. di transfert », V. PSICANALISI.
Si debbono ricordare due varietà di n. di frequente osservazione: 1) le « n. d'imitazione » (Nachahmungneurosen) che si osservano soprattutto nei bambini, ma anche in adulti, sotto l'influenza di un individuo amato o che si impone per la sua personalità; a poco a poco le sue forme di espressione vengono copiate fedelmente e, soprattutto nei giovani, si può giungere, per questa via, a marcati stati patologici; nelle scuole si può osservare a volte l'insorgenza di una vera epidemia (psichica) di una data n. d'imitazione. 2) le « n. d'abitudine » (Gewohnheitsneurosen), che si osservano, anch'esse, soprattutto nell'infanzia; in queste n. possono rientrare quelle forme, di frequente osservazione, che Zappert chiama Lustneurosen, cioè « n. di voglia », « di piacere », come, p. es., cosicchiarsi le unghie, dondolare il capo, succhiarsi il dito; altri le classificano tra le « n. di movimento », tra quelle forme, cioè, cui appartengono molti movimenti abitudinari, di tipo coatto, ticchioso.
Per le « n. post-traumatiche » e « da indennizzo », V. NEVRASTENIA; PSICONEVROSI.