NICEFORO CALLISTO XANTHOPOULOS. - Poche informazioni si hanno sulla vita di questo scrittore ecclesiastico bizantino. Da cenni di date, alcune vaghe altre precise, che si leggono nelle sue opere, edite o manoscritte, si può ritenere con probabilità che sia vissuto dal 1256 al 1335 ca. Fu sacerdote nella chiesa di S. Sofia a Costantinopoli (Cod. Miscell. gr. 79, della Bibl. Bodleiana di Oxford, e PG 145, 609 C) e, più tardi, monaco con il nome di Nilo (Cod. Vat. Reg. Suec. 182, f. 1).
OPERE. - Un elenco completo e definitivo delle opere di N. C. è prematuro; le opere note si possono classificare in:
1. Scritti storici
L'opera che ha immortalato N. è la sua Ecclesiastica Historia (PG 145, 559; 146; 147, 1-448) in 18 libri. Comincia dalle origini del cristianesimo e termina con la morte di Foca (618). La prima lettera di ogni libro forma l'acrostico Νικηφόρου Καλλιάτου. Dalla dedica all'imperatore Andronico II Paleologo (1282-1328), si può conoscere la posizione teologica di N. C. nei confronti dei Latini (PG 145, 592). Il valore storico di quest'opera è molto ineguale; il giudizio dipende dal ritrovamento delle fonti utilizzate. Lasciò anche un catalogo dei vescovi e patriarchi di Costantinopoli: Eutroatio de episcopis Byzantii (PG 147, 449-68); un poemetto De excidio Hierusalem (PG 147, 601); una vita di s. Nicolò di Mira, ecc.2. Scritti liturgici
Si conoscono di lui: a) il Triodion in cui spiega l'origine e la disposizione delle principali feste del Triodion nel calendario liturgico (Venezia 1639 e 1650); il Pentecostarion aggiuntivo è di dubbia autenticità; b) una Ermeneia o spiegazione di termini liturgici; c) un commento (Exegesis) εἰς τοὺς ἀναβαθμοὺς τῶν ὀκτὼ ἠχῶν (Cod. Miscell. gr. 79, f. 5); d) un altro commentario dell'inno del tropario di s. Cosma il Melode alla Vergine: Ἐξῆγησις εἰς τὴν τιμωτέραν, κτλ. (Cod. Miscell. gr. 79, f. 181, e Cod. gr. Roe 3, f. 131, della Bodleiana di Oxford); e) un riassunto del Triodion in versi giambici, (i §§ 2-6 furono pubblicati da Athanasiadis, Ἐρμηνεία εἰς τοὺς ἀναβαθμοὺς τῆς ὀκτὼ ἦχον παρὰ τοῦ Νικηφόρου Καλλιάτου τοῦ Σανθοπούλου [Gerusalemme 1862], criticamente difettosa).3. Scritti esegetici
Sulla S. Scrittura N. C. lasciò una Σύνοψις θείας Γραφῆς (PG 147, 607-24) e un riassunto in versi giambici della storia ebraica dal tempo dei Maccabei: Συνεκτικὴ πρὸς θείαν Γραφὴν (ibid. 623-32).La Storia Ecclesiastica di N. C. fu pubblicata in latino da J. Lange a Basilea nel 1555 (non 1553); in francese nel 1567;
in tedesco da Fugger von Kirchberg nel 1588 a Ingolstadt;
in greco-latino da Fronten Le Duc (Ducæus) a Parigi nel 1630.
Martiniano Roncaglia
NICETA BIZANTINO, detto anche φιλόσοφος e διδάσκαλος. - Di pochi anni posteriore al patriarca Fozio, fiori nella seconda metà del sec. IX.
N., la cui vita rimane ignota, è un brillante dialettico e polemista, come dimostrano i suoi trattati contro i musulmani: Refutazione del libro di Maometto e delle 2 epistole degli agareni all'imperatore Michele III; contro gli Armeni: Confutazione della lettera del re di Armenia; e contro i Latini: Capita syllogistica XXIV. Questo ultimo opuscolo, edito da S. Pissidios, Βιβλίον καλούμενον 'Ραντισμού Στηλίτευσις' (Lipsia 1758, pp. 230-48), fu pubblicato una seconda volta da J. Hergenröther, Monumenta graeca ad Photium eiusque historiam pertinentia (Ratisbona 1869, pp. 84-138); gli altri si trovano in PG 105, 588-684.